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Piattaforma Alto Lazio 2.0 - Interviene il presidente della Fondazione Caffeina Michele Pepponi

Bisogna investire nella creatività, scommettere sulla follia…

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Il presidente della Fondazione Caffeina Michele Pepponi

Il presidente della Fondazione Caffeina Michele Pepponi

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, ho letto con molto interesse il suo articolo relativo alla Piattaforma Altolazio 2.0.

La diffusione di connessioni wireless gratuite in tutti i comuni, la creazione di un modello modulare di smart city che si basi sulla green economy sono esigenze essenziali in questo mondo che va sempre più veloce.

Viterbo non deve e non può restare indietro. Condivido. Così come condivido il pensiero che a Viterbo ci siano diverse persone giuste, quelli che nel suo pezzo considera i soggetti che devono prendere in mano la questione, senza aspettare i tempi lunghi delle burocrazie e delle amministrazioni.

In quanto presidente della Fondazione Caffeina, fondazione nata appunto dallo sforzo e dal contributo di 37 imprenditori, associazioni e cittadini, sono testimone del fatto che, a partire dall’iniziativa privata, si possono fare grandi cose per la città.

Anche in riferimento alle ricchezze del nostro territorio – strati di una torta, come li chiama lei – come punto di partenza perfetto per trasformare l’area in un vero e proprio circuito culturale, turistico, scientifico, da diffondere.

La nostra città è un territorio ricco di storia – da quella etrusca a quella rinascimentale – che va fatta conoscere al di fuori dei nostri confini. Con Caffeina Festival dimostriamo che la città può essere vissuta appieno e anche utilizzata come palcoscenico meraviglioso di eventi importanti che aumentano il prestigio del territorio e portano gente per le strade, visitatori, turismo, quindi ricchezza.

Come dice lei, non è solo la città a meritare attenzioni, ma anche tutto il territorio circostante: i laghi, il mare, i monti; la Tuscia in quanto terra degli etruschi e come terra di itinerari religiosi. Di castelli. E poi la Tuscia medievale, rinascimentale e barocca (Tarquinia, Caprarola, Bomarzo, Villa Lante, Forte Sangallo); come terra di cinema e di sapori unici.

Bisogna a questo punto investire sulla creatività, scommettere sulla follia, realizzare infrastrutture culturali ed eventi che permettano di reinventare il modo di vivere i luoghi. Se prima si viaggiava soltanto per andare alla ricerca del bello, ora si viaggia per viverlo, un posto.

Prendo spunto da questo articolo per impegnarmi a fare in modo che Viterbo e tutto il territorio circostante diventino un vero distretto di iniziative turistico-culturali in grado di attrarre gente da fuori.

Per questo, quando tra poco inizieremo a mettere testa a Caffeina 2015, penseremo a come, in base alle sue sollecitazioni e alla nostra esperienza, potremmo contribuire alla creazione del racconto di un territorio, a valorizzare le tante ricchezze della Tuscia che meritano visibilità e rispetto in tutta la nazione e anche all’estero.

Michele Pepponi
Presidente Fondazione Caffeina


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28 luglio, 2014

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