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Grotte di Castro - Il progetto espositivo a carattere interregionale si svolgerà tra il 13 luglio 2014 e l’11 gennaio 2015

“Circoli di pietra in Etruria”, inaugurata mostra

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Grotte di Castro

Grotte di Castro

Grotte di Castro – Il progetto espositivo a carattere interregionale, che si svolgerà tra il 13 luglio 2014 e l’11 gennaio 2015, è stato ideato in seguito ai recenti scavi promossi dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria meridionale che hanno messo in luce una necropoli con sepolture in fossa delimitate da un recinto circolare di blocchi di tufo individuata a Grotte di Castro (VT), in un’area, quella del Lago di Bolsena, in cui questa tipologia era praticamente assente, e all’immediato accostamento con risultava ampiamente documentata a Vetulonia a seguito degli scavi condotti da Isidoro Falchi a cavallo fra il XIX ed il XX secolo.

La fisionomia del Progetto si è successivamente ampliata a comprendere le testimonianze della vicina Umbria, ma anche realtà ubicate al di fuori dei confini tradizionali dell’Etruria “propria”, quali le testimonianze del comprensorio regionale abruzzese con le necropoli di Fossa, Bazzano, e Guardiagrele. L’evento multi-espositivo “Circoli di Pietra in Etruria: Vetulonia, Orvieto, Grotte di Castro.

Una forma peculiare di sepoltura dell’Italia centrale tra il Bronzo Finale e l’Orientalizzante” intende costituire l’occasione per riconsiderare le varie forme che viene ad assumere la delimitazione dello spazio funerario, tra X e VI sec. a.C., fra le popolazioni dell’Italia antica, in particolare quelle insediate nella fascia centrale della Penisola, come manifestazione dell’organizzazione sociale e dell’insorgenza della classe aristocratica.

In particolare, l’evento è stato concepito in forma di “mostra diffusa” distribuita fra le regioni Toscana, Lazio ed Umbria rappresentate dalle sedi museali di: – Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, che assume anche il ruolo di capofila; – Museo Civico Archeologico di Grotte di Castro “Civita”; -Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.

Al fine di consentire un confronto immediato tra le diverse declinazione di un modalità comune di seppellire e onorare i propri defunti, nelle tre sedi, accanto ai corredi peculiari dei propri 1 aspetti culturali regionali saranno esposti un scelta significativa di quella delle regioni confinanti insieme a realtà ubicate al di fuori dei confini tradizionali dell’Etruria “propria”, quali quelle abruzzesi delle necropoli di Fossa e Guardiagrele.

Ciò ha implicato quale condizione necessaria la partecipazione coordinata e congiunta degli Organismi di tutela competenti, rappresentati dalle Soprintendenze per i Beni Archeologici rispettivamente della Toscana, dell’Etruria Meridionale, dell’Umbria e dell’Abruzzo.

L’elaborazione di un tipo specifico di sepoltura entro fossa, intesa come spazio concluso e non articolato, anticipatore di quello proprio della camera funeraria costruita/scavata accessibile mediante un corridoio, cinta da un anello continuo di pietre atto a ritagliare, delimitandolo, lo spazio funerario precipuo di una gens, rappresenta un fenomeno peculiare che conosce il più elevato grado di diffusione nel periodo Orientalizzante, con manifestazioni precoci nel Bronzo Finale e nell’età del Ferro dell’Italia centrale.

Pur all’interno di una base ideologica condivisa, le varie facies culturali mostrano anche soluzioni peculiari nella realizzazione della struttura funeraria, la cui analisi, insieme a quella della composizione dei corredi funerari, può consentire di individuare collegamenti e influenze ad ampio raggio.

Il progetto espositivo, che ha già ottenuto il patrocinio della Direzione Generale per l’Antichità e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre ad essere stato inserito nell’elenco delle principali attività culturali di carattere archeologico presentato dal Ministro Dario Franceschini per il Semestre Europeo della Presidenza Italiana, prevede un catalogo per consentire al pubblico un approfondimento del tema trattato, mentre il tema ” La delimitazione della spazio funerario in Italia dalla protostoria all’età arcaica.

Recinti, circoli, tumuli” è stato individuato come argomento dell’annuale Convegno Internazionale di Studi Etruschi promosso dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina” di Orvieto che si svolgerà dal 19 al 21 dicembre a Orvieto.

I curatori del progetto espositivo dottor Enrico Pellegrini, Direttore Archeologo della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale dottoressa Simona Rafanelli, Direttore scientifico del Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (museo capofila dell’Evento) – La Mostra allestita nella sede del Museo Civico Archeologico di Vetulonia (GR) è stata curata da Simona Rafanelli, Direttore scientifico del Museo e da Giuseppina Carlotta Cianferoni, Funzionario Archeologo presso Sba-Tos e Direttore del Museo Archeologico 2 Nazionale di Firenze. – La Mostra allestita nella sede del Museo Civico Archeologico “Civita” di Grotte di Castro (VT) è stata curata da Mariaflavia Marabottini, Direttore del Museo e da Enrico Pellegrini, Funzionario Archeologo presso Sba- Em – La Mostra allestita nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Orvieto è stata curata da Maria Cristina De Angelis, Funzionario Archeologo presso Sba-Umb e Direttore del Museo.


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19 luglio, 2014

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