Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--
Caffeina-Stagione-Teatrale-580x60
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Evasione fiscale - Operazione "Red Zoll" - Processo subito per gli imprenditori e i due commercialisti agli arresti - Le difese valutano la strategia

Giudizio immediato per i fratelli Marchetti

Condividi la notizia:

Operazione Red Zoll, le targhe sequestrate

Operazione Red Zoll, le targhe sequestrate

Elio Marchetti

Elio Marchetti

Catia Marchetti

Catia Marchetti

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Viterbo – Giudizio immediato per i fratelli Elio e Catia Marchetti.

La procura sigilla così l’indagine sull’evasione fiscale milionaria scoperta dalla polizia stradale.

Nei giorni scorsi sarebbero partiti i decreti di giudizio immediato: processo subito, senza udienza preliminare. Una modalità scelta solo quando gli inquirenti sono sicuri delle prove raccolte. E il pm Fabrizio Tucci lo è.

Davanti ai due imprenditori viterbesi si spalanca la possibilità di un processo a breve termine, ma anche di un patteggiamento o un rito abbreviato che accorcerebbero di un terzo l’eventuale condanna.

Stesso destino per i consulenti romani Bruno e Luca Giordani, i commercialisti padre e figlio accusati di aver avuto un ruolo importante nel sistema di evasione dell’Iva emerso dall’operazione “Red Zoll” (fotocronaca – video: il capo della polstrada Federico Zaccaria – il video dell’operazione).

Dalla notifica del decreto, avranno venti giorni di tempo per decidere la strategia difensiva.

Intanto tutti e quattro restano ai domiciliari per il giro di auto dall’estero che avrebbe fruttato ai Marchetti l’evasione di 6 milioni di euro, secondo le indagini, e i guadagni della vendita di Golf e Audi a prezzi stracciati, rispetto ad altre concessionarie.

I poliziotti della stradale avevano sequestrato una somma equivalente alla presunta evasione. Somma che il tribunale del Riesame di Viterbo ha ridotto da 6 a 4,5 milioni di euro

L’indagine era partita nel 2013 da una segnalazione dell’Agenzia delle entrate. Gli investigatori hanno parlato di “importazione disinvolta e spregiudicata delle autovetture” che arrivavano dalla Germania nella concessionaria Gold Group in via della Palazzina.

Varie le modalità di evasione del fisco individuate dagli agenti di via Palmanova. Dalle false fatture emesse nei confronti di un privato fatto fittiziamente figurare come proprietario del veicolo, alla falsificazione di carte di circolazione estere (in cui il reale intestatario-persona giuridica veniva “trasformato” in una persona fisica inesistente); dalla falsa dichiarazione sostitutiva di atto notorio (nella quale il cliente – a sua insaputa – compariva quale acquirente diretto del veicolo all’estero), all’utilizzo di targhe di importazione temporanee intestate a privati fatti passare per acquirenti delle autovetture. Da qui, il nome dell’operazione: “Red Zoll”.

In alcune transazioni sarebbe anche emerso il ruolo di alcune società “filtro”, pronte a emettere fatture per operazioni inesistenti e a interporsi – figurando apparentemente come ”fornitrici” – tra il precedente proprietario del veicolo (l’azienda di autonoleggio) e la ditta viterbese, allo scopo di ottenere fraudolentemente, in Italia, l’immatricolazione dei veicoli con il più favorevole regime Iva del “margine”.

Il blitz è scattato all’alba del 2 luglio. Solo Elio Marchetti è scampato all’arresto per qualche ora: l’imprenditore era in Lussemburgo quando gli agenti sono andati a prenderlo. E’ partito con il primo aereo e ha raggiunto gli agenti al comando di via Palmanova. Bilancio: quattro arrestati per truffa, frode in commercio, falso documentale, soppressione di documenti contabili e fraudolento utilizzo di procedure per evitare la riscossione coattiva delle imposte. Più otto indagati a piede libero, tra i quali i prestanome che avrebbero gestito alcune delle società-schermo.


Condividi la notizia:
30 luglio, 2014

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR