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Viterbo - Operazione Red Zoll - Polstrada - Ieri l'udienza - I giudici si sono riservati - Sopralluogo della polizia locale alla concessionaria

Fratelli Marchetti, impugnato il sequestro da 6 milioni

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Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Catia Marchetti

Catia Marchetti

La polizia locale alla concessionaria di Elio Marchetti

La polizia locale alla concessionaria di Elio Marchetti

La polizia locale alla concessionaria di Elio Marchetti

La polizia locale alla concessionaria di Elio Marchetti

Viterbo – Impugnato anche il sequestro da 6 milioni di euro.

I fratelli Marchetti di nuovo al Riesame. Dopo il ricorso sulla custodia cautelare in carcere, vinto con la conquista dei domiciliari, i due imprenditori viterbesi sono tornati ieri ad appellarsi ai giudici.

Davanti al tribunale di Viterbo hanno impugnato il sequestro preventivo dei loro beni per 6 milioni di euro. L’importo è equivalente alla somma che Elio e Catia Marchetti avrebbero evaso attraverso la concessionaria di auto “Gold Group” in via della Palazzina. 

Le automobili, provenienti da agenzie tedesche di autonoleggio, sarebbero state importate o senza versare l’Iva o abbattendo parzialmente il carico fiscale, facendo rientrare illecitamente gli acquisti nel più vantaggioso regime dell’Iva al margine.

L’indagine, chiamata “Red Zoll” dalle targhe di importazione sequestrate, è stata seguita interamente dagli agenti della polstrada di Viterbo, sezione polizia giudiziaria. Gli arresti erano scattati il 2 luglio: carcere per i fratelli Marchetti e domiciliari per gli imprenditori Bruno e Luca Giordani. Elio fu rintracciato mentre era all’estero per lavoro. Rientrò il giorno dopo, per poi ritrovarsi a Mammagialla. Ma da lunedì, l’imprenditore e la sorella sono ai domiciliari come i due consulenti romani.

A mettere in moto l’autorità giudiziaria, la segnalazione dell’Agenzia delle entrate di Viterbo. Ma i difensori dei Marchetti contestano i suoi conteggi: durante l’udienza di ieri, i legali avrebbero parlato di errori nel calcolo della somma presumibilmente evasa. Calcoli che, peraltro, sempre secondo le difese, avrebbero solo un valore indiziario e presuntivo. 

Il collegio presieduto da Franca Marinelli (giudice relatore Eugenio Turco, giudice a latere Stefano Pepe) non ha ancora sciolto la riserva.

Ieri mattina, intanto, la polizia locale ha fatto un sopralluogo al parco auto della concessionaria in via della Palazzina. Il comandante Franco Fainelli spiega che “si tratta di accertamenti sulle autorizzazioni commerciali”, ma non dice di più.


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25 luglio, 2014

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