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Viterbo - Operazione Red Zoll - L'imprenditore davanti al gip - Ancora da stabilire la strategia difensiva

Lunedì l’interrogatorio di Elio Marchetti

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Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Il deposito auto di Marchetti, sottoposto a sequestro

Viterbo – Sarà un lungo weekend in carcere per Elio Marchetti.

L’imprenditore quarantenne, arrestato giovedì dalla polstrada, dovrà aspettare lunedì per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Francesco Rigato.

Il colloquio col giudice, al momento, è l’unica speranza, per Marchetti, di ottenere un alleggerimento della misura cautelare. Ma l’ordinanza è lunga: si parla di più di cento pagine di accuse, firmate proprio dal gip Rigato. Molte sono a carico di Elio Marchetti e della sorella Catia, anche lei in carcere a Civitavecchia. 

L’imprenditore, titolare della concessionaria Golf Group, ha quarant0tt’ore per raccogliere le idee. Altrimenti, può sempre avvalersi della facoltà di non rispondere e rimandare a tempi più maturi le richieste di scarcerazione dei suoi avvocati Roberto Massatani e Marco Valerio Mazzatosta.

Marchetti non era in Italia allo scattare del blitz “Red Zoll” della stradale. Rientrato giovedì in tarda mattinata dal Belgio, è stato trattenuto per un paio d’ore dagli agenti negli uffici di via Palmanova, prima di essere portato a Mammagialla.

Il pm Fabrizio Tucci lo accusa di truffa, frode in commercio, falso documentale, soppressione di documenti contabili e fraudolento utilizzo di procedure per evitare la riscossione coattiva delle imposte. Ipotesi di reato formulate anche per la sorella Catia, detenuta anche lei, al carcere di Civitavecchia.

La 48enne, ieri mattina, ha parlato. Negato. Respinto ogni accusa. Anche perché, lei dice di non essersi mai occupata della concessionaria in via della Palazzina, finita nel mirino degli investigatori. Eppure, sarebbe stata delegata a operare sui conti della rete di società-schermo, intestate a prestanome, su cui la concessionaria avrebbe potuto contare per ottenere l’immatricolazione delle auto importare dalla Germania, a un regime di pagamento d’Iva decisamente più vantaggioso (Iva al margine). 

Gli agenti della polstrada, sezione polizia giudiziaria, avrebbero accertato un’evasione pari a 6 milioni di euro. Con modalità diverse, perché l’evasione poteva essere, a seconda del caso, parziale o totale.

Oltre ai due fratelli, sono finiti in arresto i commercialisti e consulenti della Golf Group, Bruno e Luca Giordani, padre e figlio di 79 e 32 anni. Il secondo, è stato di recente consulente contabile della Viterbese.  Per loro, agli arresti domiciliari, c’è più tempo per l’interrogatorio di garanzia.


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5 luglio, 2014

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