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Viterbo - Operazione Red Zoll - Il tribunale del Riesame dispone i domiciliari

I fratelli Marchetti fuori dal carcere

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Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Catia Marchetti

Catia Marchetti

Viterbo – Elio e Catia Marchetti escono dal carcere.

Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Roma all’udienza di lunedì.

Per i due fratelli imprenditori, arrestati per la maxievasione fiscale da 6 milioni di euro, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

I loro avvocati Marco Valerio Mazzatosta, Roberto e Francesco Massatani avevano impugnato l’ordinanza di custodia cautelare del gip Francesco Rigato.

La difesa sosteneva che non ci fosse più alcun pericolo di reiterazione del reato: dopo l’arresto, nell’ambito dell’operazione “Red Zoll”, la polstrada ha sequestrato ai Marchetti la concessionaria di via della Palazzina. In poche parole il corpo del reato, perché stando alle indagini dei poliziotti, è attraverso le importazioni di Golf e Audi che i fratelli Marchetti avrebbero evaso Iva per 6 milioni di euro.

Da qui, la decisione rapida del Riesame, arrivata poche ore dopo l’udienza: misura alleggerita per i due fratelli che passano dal carcere ai domiciliari, mentre nulla cambia per i commercialisti padre e figlio Bruno e Luca Giordani, ai domiciliari già dall’inizio.

Il blitz della polizia stradale era scattato il 2 luglio scorso, a compimento di un’indagine partita nel 2013.

A mettere in moto gli investigatori era stata l’Agenzia delle entrate. Anello decisivo per l’immatricolazione delle auto, perché decide il regime di Iva da applicare. L’agenzia era stata a sua volta allertata dalla motorizzazione civile di Palermo: alcuni soggetti residenti nel Viterbese avevano chiesto il rilascio di targhe e carte di circolazione italiane dichiarando di aver acquistato i veicoli usati da immatricolare direttamente da rivenditori tedeschi e di poter fruire, quali ”acquirenti occasionali”, dell’esenzione dall’obbligo di corrispondere l’Iva in Italia. In realtà, gli interessati avevano comprato le auto nella concessionaria viterbese.

I Marchetti vendevano automobili di gamma medio-alta, tutte provenienti da società di autonoleggio tedesche. Gli agenti della polstrada parlano di prezzi ultracompetitivi. In qualche caso anche minori di quanto sarebbe costato comprare il veicolo direttamente all’estero. Ribassi che, secondo gli inquirenti, erano resi possibili dall’evasione parziale o totale dell’Iva su ogni acquisto. Ma per la difesa di Elio Marchetti l’importo contestato è eccessivo. Gli avvocati sono fiduciosi di poterlo dimostrare con una consulenza. Intanto hanno vinto la battaglia al Riesame.


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23 luglio, 2014

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