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“Perché trattarci da Asl di serie B?”

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Una veduta di Viterbo dall'alto [4]

Una veduta di Viterbo dall’alto 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il “Piano operativo 2013-2015” per la riorganizzazione della sanità nella Regione Lazio entra nella fase cruciale.

E giusta soddisfazione è stata espressa da più parti perché gli organismi ministeriali che dovevano esaminarlo, hanno approvato le modifiche alle linee del “Piano operativo 2013-2015” che quindi da ora diventa esecutivo.

Il “Piano operativo 2013-2015” è il documento che determina le azioni che la Regione Lazio compirà nei prossimi due anni per la migliore organizzazione della sanità nella regione e riguarda il “Governo del sistema” della sanità laziale (cioè l’organizzazione e il funzionamento delle ASL); la “Razionalizzazione dei fattori produttivi” (in particolare la disciplina e l’organizzazione degli acquisti); i “Livelli essenziali di assistenza” (cioè la politica del personale e organizzazione delle strutture ospedaliere, assistenziali, dei laboratori etc.) assicurati alla popolazione della regione.

Con il “Piano Operativo” vengono approvate le Linee Guida per i Piani Strategici Aziendali e le Linee Guida per gli Atti Aziendali che andranno approvati entro il mese di ottobre 2014 e che sono gli strumenti di programmazione e di organizzazione dei servizi aziendali: una rifondazione del sistema, buona (si spera) o cattiva che sia.

Questo vuol dire accelerare ulteriormente nel senso di una azione regionale che speriamo utile ed efficace. Vuol dire anche che di questo nei prossimi mesi il Commissario-Presidente Zingaretti discuterà e deciderà con i suoi collaboratori e con i Direttori Generali delle ASL della Regione Lazio.

Con tutti ma non con il Direttore Generale della ASL di Viterbo perché, unico caso nel Lazio, la ASL di Viterbo non ha un Direttore Generale; noi abbiamo un Commissario che può essere rimosso in ogni momento e soprattutto che non ha la possibilità di programmare e di decidere perché non ha la certezza della stabilità e dei poteri che invece hanno i Direttori generali.

Cosa ha fatto Viterbo per meritare di essere trattata da Asl di serie B? O meglio che colpa hanno i trecentomila abitanti della provincia di Viterbo per non avere la garanzia che le loro attese, i loro diritti, le loro necessità saranno considerate come quelle dei cittadini di tutto il restante territorio regionale?

Facciamo questa domanda in primo luogo al presidente Zingaretti, poi al sindaco di Viterbo nella sua qualità di presidente della conferenza dei sindaci della provincia, infine a tutti i sindaci del viterbese perché si occupino di sanità e di prospettive di miglioramento e di sviluppo dei servizi sanitari in tutto il nostro territorio.

Se la nomina del direttore generale è il primo passo per mettere la Asl Viterbo al passo con tutte le altre Asl laziali, subito dopo chiediamo un più continuo ed efficace interessamento dei nostri rappresentanti a livello di amministrazioni comunali perché vigilino e intervengano per affrontare e risolvere i nostri problemi organizzativi e di funzionalità e per ridare fiducia a coloro che hanno bisogno di indagini clinico-strumentali e di cure e che oggi, sempre più spesso, si rivolgono a strutture fuori regione perché non trovano qui quello che invece è loro diritto trovare.

Associazione “Tuscia salute”


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