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Viterbo - Operazione Red Zoll - Polstrada - I legali di Elio Marchetti dopo l'arresto - Oggi l'interrogatorio della sorella - Ai domiciliari i commercialisti romani Bruno e Luca Giordani

“Ha preso il primo aereo ed è tornato in Italia”

di Stefania Moretti

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Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

 

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all'uscita dagli uffici della stradale

Elio Marchetti all’uscita dagli uffici della stradale

Gli avvocati di Marchetti Roberto Massatani e Marco Valerio Mazzatosta

Gli avvocati di Marchetti Roberto Massatani e Marco Valerio Mazzatosta

Viterbo – “Quando ha saputo, è salito sul primo aereo ed è tornato in Italia”.

Elio Marchetti non è scappato. Parola dei suoi avvocati Roberto Massatani e Marco Valerio Mazzatosta (fotocronaca dell’arresto).

Era in Lussemburgo per lavoro quando la polstrada ha cominciato a cercarlo. Aveva preso un aereo alle 4 di mercoledì mattina. La polizia l’ha mancato per poco quando è scattata l’operazione “Red Zoll” che ha portato a quattro arresti.

Sembrerebbe che Marchetti avesse fatto tappa anche a Bruxelles per un appuntamento con un importante sponsor del suo team di motocross: il team Marchetti. Alla fine, non ha incontrato nessuno. Quando la sezione polizia giudiziaria della stradale lo ha rintracciato e messo alle strette, Marchetti è partito.

“E’ arrivato anche prima dell’orario pattuito – continua l’avvocato Massatani -. Si è messo subito a disposizione degli investigatori. Non aveva nessuna intenzione di scappare, come qualcuno ha pensato all’inizio”. Il suo aereo è atterrato in tarda mattinata. Nel primo pomeriggio è stato trattenuto per due ore negli uffici della polstrada in via Palmanova. Formalità di rito e poi il carcere Mammagialla.

Quarant’anni, viterbese doc, sposato, con tre figli, Marchetti è tra gli imprenditori più noti del capoluogo. Ha un passato da pilota prima nel motocross e poi nell’automobilismo Superturismo. 

Oltre alla rivendita di moto e alla concessionaria Golf Group in via della Palazzina, ha creato un team di motocross che gareggia a livello nazionale e gestisce  l’agriturismo a Monterazzano con la sorella Catia. Anche lei è finita in manette: da due giorni è rinchiusa nel carcere di Civitavecchia, mentre i commercialisti romani padre e figlio, Bruno e Luca Giordani, sono agli arresti domiciliari. Di recente, Luca è ha rivestito l’incarico di consulente contabile della Viterbese.

All’appello mancava solo Elio Marchetti, tra gli indagati per cui il pm Fabrizio Tucci aveva chiesto la custodia cautelare. Altri otto sono stati denunciati a piede libero, tra agenzie di pratiche auto e prestanome delle società-schermo usate dai Marchetti. Non ci sarebbe differenza tra le posizioni di fratello e sorella. La procura contesta loro gli stessi reati: truffa, frode in commercio, falso documentale, soppressione di documenti contabili e fraudolento utilizzo di procedure per evitare la riscossione coattiva delle imposte.

Un sistema messo in piedi per evadere il fisco. O evitando completamente di pagare l’Iva. O immatricolando le auto importate dalla Germania con il regime più vantaggioso dell’Iva al margine, pur senza averne i requisiti. Totale: sei milioni sottratti all’Erario in quattro anni. Ma per gli agenti del vicequestore aggiunto Federico Zaccaria le somme evase potrebbero essere ancora più alte.

Marchetti non è nuovo all’evasione fiscale nel mercato automobilistico. Nel 2007, finì in arresto nell’ambito di un’altra roboante inchiesta della procura viterbese. Il pm Franco Pacifici scoprì una maxifrode fiscale da 110 milioni di euro: sei arresti, sei denunce Iva evasa per 13 milioni di euro. Anche lì un giro d’auto comprate dall’estero. E anche lì Elio Marchetti. Processo che, tra l’altro, non si è ancora concluso, mentre per l’imprenditore si apre una nuova parentesi giudiziaria.

Il suo interrogatorio non è ancora stato fissato. La sorella Catia, invece, comparirà stamattina davanti al giudice. L’interrogatorio sarà per rogatoria: non sarà presente il gip Francesco Rigato, firmatario dell’ordinanza di arresto. Ad ascoltare Catia Marchetti sarà un gip di Civitavecchia. Sempre ammesso che l’imprenditrice voglia parlare.

Stefania Moretti


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4 luglio, 2014

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