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Acquapendente - Riconversione del nosocomio, i 5 Stelle sparano su sindaco, Terrosi, Zingaretti ed Equitani

Da ospedale a casa della salute

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L'ospedale di Acquapendente

L’ospedale di Acquapendente

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito dell’Agorà del 25 luglio scorso, organizzato dal Meet Up 5 Stelle di Acquapendente con tema unico il destino del nostro ospedale verso il declassamento in “Casa della salute”, dove sono intervenuti il consigliere regionale Davide Barillari e il deputato Massimo Enrico Baroni del Movimento 5 Stelle, il sindaco Alberto Bambini, la deputata Alessandra Terrosi, i membri della minoranza del consiglio comunale e il sindaco di Bolsena e assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani, abbiamo assistito a un vero e proprio risveglio attivistico sotto forma di comunicati stampa dai contenuti decisi in difesa del nostro nosocomio.

Ma procediamo con ordine.

Il 25 luglio il sindaco Bambini durante l’Agorà, facendo una proposta “innovativa”, ha ventilato la possibilità di una convenzione con l’ospedale di Orvieto per usufruire di non specificati servizi sanitari, non più garantiti dal nostro presidio ospedaliero. La deputata Terrosi, durante il suo intervento, ha manifestato parere favorevole per trasferimenti in emergenza verso il pronto soccorso di Orvieto attraverso un accordo con l’Umbria, destando nei cittadini aquesiani un forte dissenso sfociato in aspra contestazione.

Il sindaco e assessore provinciale Paolo Equitani, da politico esperto, nonché ex dirigente di livello apicale della USL VT/1, è riuscito a strappare applausi ai cittadini intervenuti cimentandosi in un’appassionata e garibaldina difesa del nostro ospedale.

Sempre il 25 luglio il presidente della Regione Nicola Zingaretti, in qualità di commissario ad Acta, ha firmato il decreto su “Adozione della nuova edizione dei programmi operativi 2013-2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio” che recita così: riconversione dell’ex ospedale di Acquapendente (ora è Cecad) (Asl Viterbo) in casa della salute con presenza di una elisuperficie, attualmente realizzata, ma in attesa dei certificazione Enac, e mezzo di soccorso medicalizzato h 24.

L’attività di ricovero per acuti in regime ordinario, attualmente erogata su otto posti letto di area medica, viene ricollocata all’interno del presidio ospedaliero Belcolle di Viterbo. In base alla complessità clinica, i trasferimenti in emergenza sono indirizzati verso il pronto soccorso di Orvieto, attraverso accordo inter-regionale, o verso il Dea I di Viterbo o verso il Dea II del Policlinico Gemelli. Viene previsto un punto di primo intervento (Ppi) affidato al sistema territoriale 118; tale Ppi sarà temporaneo e le sue funzioni saranno differenziate rispetto a quelle afferenti all’area delle cure primarie. Si prevede un modulo casa della salute secondo quanto previsto dai DCA 428/2013 e DCA 40 /2014″.

Quindi avremo un Ppi (e non un pronto soccorso) affidato al 118 e, per la felicità dell’onorevole Terrosi, le emergenze saranno dirottate a Orvieto o a Viterbo o a Roma; intanto ci risultano già casi di ricovero nelle più disparate località del Lazio, a seconda delle disponibilità. Non avremo di fatto i posti letto riservati agli acuti.

Differentemente dai presidi di Monterotondo, Subiaco e Bracciano, quello di Acquapendente con questo decreto non rientra nelle direttive contenute nel decreto Balduzzi n°135/2012, in cui si ribadisce il concetto di tutela dei presidi in aree disagiate molto distanti dai Dea maggiori di riferimento.

“Immagina un’offerta sanitaria efficiente e vicina alle persone” così recitava lo slogan di Zingaretti durante la campagna per le elezioni regionali. Bene! Il suo decreto realizza un’offerta sanitaria deficitaria e lontana dalla nostra popolazione a privilegio delle casse vuote della sanità laziale.

Il nostro ospedale ha costituito nel tempo l’ultima barriera, che filtrava la mobilità passiva diretta verso le altre aziende extra regionali; l’accordo interregionale con la regione Umbria rappresenta un’ulteriore spreco di soldi! Diversamente il potenziamento del nostro presidio ospedaliero rappresenterebbe una grande risorsa economica favorendo la mobilità passiva nella nostra regione dalle limitrofe Toscana e Umbria.

Alberto Bambini, primo cittadino, pensava veramente di salvare l’ospedale con l’emanazione di delibere, notoriamente paragonabili a carta igienica? Alessandra Terrosi, pensava veramente di salvare l’ospedale con interrogazioni parlamentari, notoriamente paragonabili alle delibere del sindaco?

Come può il sindaco Alberto Bambini cascare dalle nuvole di fronte a un decreto dove si parla di una convenzione con l’Umbria, presentata da lui stesso nel corso dell’Agorà del 25 luglio 2014 (stessa data in cui è stato firmato il decreto) come proposta innovativa? Forse Zingaretti, Bambini e Terrosi hanno avuto la stessa idea senza saperlo? E come mai non ha manifestato il desiderio di un ricorso amministrativo già a marzo 2014 quando l’atto aziendale della Asl di Viterbo (poi bloccato) prevedeva soltanto otto posti letto per acuti, ritenuti dal sindaco secondo le ultime dichiarazioni insufficienti per la nostra popolazione?

E la deputata Terrosi, definitasi anch’essa portavoce (di Zingaretti e del suo partito), non era forse già a conoscenza del contenuto del decreto? A maggio 2014 la deputata Terrosi dichiara: “Mi auguro che potremo trovare posizioni convergenti (con Zingaretti) affinché in tali presidi ospedalieri (Acquapendente, Subiaco, Amatrice), alcuni diventati Cecad a seguito del decreto 80 possano essere ripristinati i pronto soccorso in sostituzione degli attuali Ppi a maggiore garanzia delle popolazioni e per una risposta più adeguata da parte delle strutture sanitarie”.

Dopo due mesi augura una convenzione con la regione Umbria per favorire i trasferimenti in emergenza verso il pronto soccorso di Orvieto.

Il sindaco di Bolsena e assessore provinciale dell’Ambiente Paolo Equitani, dove si è nascosto dopo il decreto 80 dell’allora presidente della Regione Renata Polverini?

Siamo giunti a questa conclusione: tutte le iniziative dei partiti politici sono soltanto l’ ennesimo tentativo di gettare fumo negli occhi dei cittadini aquesiani!

Un’ultima domanda: è possibile conciliare il ruolo di assessore alla Sanità del comune di Acquapendente con quello di coordinatore della casa della salute senza generare conflitti?

Queste sono le nostre richieste: ripristino di un pronto soccorso contestuale a un dipartimento di emergenza-urgenza, che garantisca l’assistenza necessaria in situazioni cliniche critiche, le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione, interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale e cardiologia al fine di stabilizzare il paziente prima di un eventuale trasferimento verso il presidio ospedaliero maggiore di riferimento; mantenimento di un numero adeguato di posti letto nel reparto di medicina generale per il trattamento di patologie acute, croniche e degenerative; tutela ed eventuale potenziamento delle attuali attività di Diagnostica Laboratoristica e di Diagnostica per Immagini.

“..a riveder le stelle” (Divina Commedia, Inferno, canto XXXIV).

MeetUP 5 Stelle Acquapendente ed alta Tuscia


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16 agosto, 2014

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