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Acquapendente - Il movimento cinque stelle invita il sindaco e tutto il consiglio comunale a darsi da fare

“Ospedale, per salvarlo resta solo l’estremo tentativo del ricorso al Tar”

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L'ospedale di Acquapendente

L’ospedale di Acquapendente

Il comune di Acquapendente

Il comune di Acquapendente

Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito della pubblicazione del decreto 247 dal titolo “Adozione della nuova edizione dei programmi operativi 2013-2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio” firmato dal presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, in qualità di commissario ad acta, martedì 19 agosto si è svolto, presso la sala consiliare di Acquapendente, il consiglio comunale aperto per discutere sulla situazione della struttura sanitaria, sulle azioni fondamentali da intraprendere a difesa dell’ospedale e sulla disponibilità di tutti i consiglieri a rassegnare le dimissioni qualora siano disattese le loro richieste.

Differentemente dai presidi di Monterotondo, Subiaco e Bracciano, quello di Acquapendente con questo decreto non rientra nelle direttive contenute nel decreto Balduzzi 135/2012, in cui si ribadisce il concetto di tutela dei presidi in aree disagiate molto distanti dai Dea maggiori di riferimento.

Il presidio ospedaliero di Acquapendente (già CeCad) andrà incontro ad un’ulteriore riconversione verso la “Casa della salute” dove praticamente non avremo più i posti per acuti; i trasferimenti in emergenza, in base alla complessità clinica, saranno indirizzati verso il pronto soccorso di Orvieto o verso il Dea I di Viterbo o verso il Dea II del policlinico Gemelli; il punto di primo intervento (PPI) sarà affidato al sistema territoriale 118.

Con il declassamento del pronto soccorso a PPI-stazione ARES-118, si continuano a non considerare i gravi disagi di un territorio socio-economicamente svantaggiato, troppo distante dai Dea di riferimento (ospedale di Viterbo e quello extra-regionale di Orvieto); si continuano ad ignorare la complessità della rete stradale e le condizioni meteorologiche talvolta avverse, sottovalutando i rischi di coloro che presentano serie problematiche di salute in fase acuta come patologie cardio-vascolari, neurologiche, da poli-trauma ecc. (infarto miocardico, ictus, traumi da incidenti ed infortuni sul lavoro, shock anafilattico).

Il decreto inoltre prevede un’elisuperficie, attualmente realizzata, ma priva di certificazione Enac in quanto costruita vicino a tralicci dell’Enel (tale questione è oggetto di interrogazione parlamentare da parte del deputato 5 stelle Massimiliano Bernini). Ricordiamo che tale elisuperficie, presentata dalla governatrice del Lazio Renata Polverini come panacea di tutti i mali in vista della chiusura dell’ospedale aquesiano, doveva già essere operativa nel settembre del 2011 e che al momento ne fa le veci il campo sportivo soltanto durante le ore diurne (fino alle 18).

“Immagina un’offerta sanitaria efficiente e vicina alle persone” così recitava lo slogan di Zingaretti durante la campagna per le elezioni regionali. Noi ce la siamo immaginata un po’ diversa, non così deficitaria e lontana dalla nostra popolazione a privilegio delle casse vuote della sanità laziale.

Il sindaco durante il consiglio comunale ha ricordato come la sua amministrazione abbia intrapreso nel corso degli anni azioni amministrative nel tentativo di salvaguardare l’ospedale di Acquapendente con delibere, documenti sottoscritti dalla conferenza dei sindaci del territorio, esposti alla procura della Repubblica e manifestazioni di protesta. Oggi non si spiega come mai non siano state accolte le sue richieste: probabilmente in regione avevano terminato la carta igienica.

Oggi non si spiega come mai, da sindaco Pd, non abbia mai avuto la sensazione, durante gli incontri con la giunta regionale di Zingaretti, che anche il destino del nostro ospedale sarebbe stato lo stesso di tanti altri piccoli presidi ospedalieri.

Ci appare inoltre surreale e ridicolo ipotizzare, come è stato fatto durante la seduta, che anche i consiglieri regionali del M5S conoscessero, prima dell’Agorà del 25 luglio 2014 preparata nei due mesi precedenti, il contenuto del decreto 247 di Zingaretti, in totale disaccordo con la mozione preparata dalla task force sanità M5S Lazio e che sarà presentata a breve. Probabilmente il sindaco ha capito che la considerazione del nostro territorio da parte della corrente politica a cui appartiene, sia a livello provinciale che regionale, è nulla.

Probabilmente ha capito, questo quando si è reso conto che l’unico esponente politico della regione presente nella sala consiliare (peraltro sacrificando un giorno di ferie) era un membro della minoranza, il consigliere Davide Barillari del Movimento 5 stelle. Perché non era presente anche il consigliere della maggioranza Enrico Panunzi? Al consiglio comunale aquesiano non rimane quindi che un estremo e doveroso tentativo: il ricorso al Tar contro il decreto commissariale per rivendicare il diritto ad essere riconosciuti come zone disagiate.

Tuttavia la nostra sensazione è che questo tentativo sia purtroppo tardivo; secondo il decreto tanto contestato l’attivazione delle Case della salute è prevista nei comuni in cui si è già proceduto alla dismissione delle funzioni ospedaliere, prioritariamente quelle per le quali non è in atto alcun tipo di contenzioso.

Un ricorso al Tar, mai fatto, da parte del comune di Acquapendente contro il decreto 80 della Polverini avrebbe avuto maggiori possibilità di successo e, oggi, di fronte ad un contenzioso il nostro ospedale sarebbe stato probabilmente graziato. Da parte nostra continueremo a contrastare le scelte scellerate del governatore Nicola Zingaretti, che continua a perpetrare tagli alla sanità pubblica laziale a nostro discapito.

Continueremo a spiegare alla gente che ci sarebbero milioni di euro derivanti dall’abolizione dei vitalizi, tagliando dirigenti o strutture inutili o duplicate da utilizzare per potenziare anche piccoli ospedali come il nostro.

“Molte sono state le proposte 5 stelle – dichiara il consigliere Davide Barillari – per costruire una sanità efficiente, ma rigorosamente bocciate e insabbiate da Zingaretti. Molte le mozioni, leggi, interrogazioni e risoluzioni presentate per costruire una sanità efficiente dimostrando che non servono ulteriori tagli alla sanita’ o chiusure di ospedali pubblici. E continueremo a farlo, per dimostrare dati alla mano, Asl per Asl ed ospedale per ospedale, che si possono lasciare aperti i nostri ospedali tagliando sulle vere inefficienze e sui veri clientelismi, ancora fortemente radicati nel Lazio grazie alle connivenze con chi sta governando”.

Comunque sindaco Bambini stai sereno, almeno il MeetUP 5 Stelle aquesiano, valutando le tue proposte e proponendone delle sue, abbraccerà qualsiasi tua iniziativa utile per salvare il nostro ospedale.

MeetUP 5 Stelle Acquapendente ed alta Tuscia


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24 agosto, 2014

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