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Grotte di Castro - Carabinieri - Volume d'affari di circa 3000 euro al mese - Stupefacente smistato tra le province di Viterbo e Terni

Spaccio di eroina, in manette padre e figlio

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I carabinieri della compagnia di Montefiascone

I carabinieri della compagnia di Montefiascone

Grotte di Castro

Grotte di Castro

Grotte di Castro – Spaccio di eroina, in manette padre e figlio.

I carabinieri del Norm della compagnia di Montefiascone e quelli della stazione di Grotte di Castro, hanno eseguito nella mattinata due misure cautelari nei confronti di due commercianti, con precedenti penali, per le accuse di spaccio di sostanze stupefacenti.

Si tratta di padre e figlio. In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Viterbo il primo è stato sottoposto all’obbligo di dimora, mentre secondo è agli arresti domiciliari.

Le indagini dei militari, coordinate dalla procura di Viterbo, in circa quattro mesi, avrebbero accertato oltre venti episodi di spaccio e diciotto cessioni di droga, prevalentemente eroina. In tutto sono stati anche sequestrati una decina di grammi di stupefacente tra eroina, metadone, hashish e marijuana.

Secondo quanto emerso, le cessioni sarebbero avvenute al bar, gestito dai due, oppure nelle abitazioni in cui i clienti si recavano in seguito a un appuntamento. Tredici gli assuntori identificati, sia della provincia di Viterbo che di Terni.

Il pagamento avveniva alla consegna, 50 euro a dose, ma molti tossicodipendenti, già in cura al Sert, che non avevano la disponibilità economica offrivano come compenso flaconi di metadone che venivano “reinvestiti” e immessi nella rete dello spaccio di padre e figlio.

Il luogo di approvvigionamento solito era Perugia e il volume di eroina che riuscivano a vendere si aggirava intorno ai 60 grammi mensili per un guadagno approssimativo di circa tremila euro.

Nel corso dell’indagine sarebbero stati anche riscontrati due casi di overdose a Onano e Grotte di Castro ai danni di due consumatori di eroina, colti da malore nelle loro abitazioni in seguito all’assunzione della droga. L’immediato intervento del personale sanitario del 118 ha comunque scongiurato conseguenze più gravi.

Nell’operazione di oggi sono stati impiegati complessivamente 36 carabinieri e sono state eseguite, tra le province di Viterbo e Terni, nove perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti assuntori di droga, che hanno permesso di rinvenire e sequestrare ulteriori dosi di stupefacente.

Questa è solo l’ultima di una lunga serie di attività preventive e repressive portate avanti dal comando provinciale dei carabinieri di Viterbo per scongiurare il diffondersi del consumo di droga, in particolare tra i giovani, problematica particolarmente sentita nella Tuscia e a cui costantemente e quotidianamente i militari dell’arma cercano di dare una risposta.


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1 agosto, 2014

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