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Viterbo - Marini: "Passaggi della procedura lasciano perplessi"

Appalto mense, Forza Italia e FdI pronti all’esposto in procura

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L'ex sindaco Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – Un esposto in procura sull’appalto delle mense.

Lo annuncia l’ex sindaco Giulio Marini, consigliere comunale di Forza Italia, cui si associa il gruppo di FdI-An.

La segnalazione, in preparazione in questi giorni, potrebbe arrivare sul tavolo dei magistrati viterbesi già la settimana prossima. Qualche passaggio dell’iter di assegnazione del servizio, infatti, avrebbe lasciato l’opposizione perplessa.

“Alcune fasi della procedura seguita ci sembrano poco chiare – afferma Marini -. Prima tra tutte, la proroga dei termini del bando, con modifica della clausola sul centro cottura: i tempi di realizzazione passavano da 60 a 90 giorni dall’affidamento del servizio. Perché questo slittamento? Per far partecipare più aziende, ci ha risposto l’assessore Raffaella Valeri. Ma non ci ha convinti”.

E’ stata la Serenissima Spa ad aggiundicarsi il servizio di refezione scolastica triennale da 4,5 milioni di euro. Il ricorso al Tar di una delle quattro aziende partecipanti al bando ha sospeso l’affidamento. L’ulteriore ricorso del comune al Consiglio di Stato ha portato a sospendere la sentenza dei giudici amministrativi, ripristinando l’affidamento alla data dell’11 giugno. Anche questo è parte del problema, spiega Marini. “Se la Serenissima ha 90 giorni di tempo per dotarsi di un centro cottura dall’affidamento del servizio, il termine è scaduto il 9 settembre. E cioè a partire dall’11 giugno, data della pronuncia del Consiglio di Stato che ha ristabilito l’efficacia dell’aggiudicazione dell’appalto. A oggi il centro cottura ancora non esiste. L’amministrazione comunale sostiene che il termine decorra dalla stipula del contratto, il 30 luglio. Ma nel bando non si parlava di contratto: i 90 giorni erano dall’affidamento”.

Marini non vuole avanzare sospetti precisi. “Con la segnalazione alla magistratura esponiamo semplicemente le nostre obiezioni. Parliamo di un appalto da 4 milioni e mezzo. Se non vigilassimo su un servizio così costoso e importante, non faremmo il nostro dovere di opposizione”.


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14 settembre, 2014

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