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Pescia Romana - A stabilirlo è la perizia del medico legale incaricato dalla procura - Il pm chiede l'archiviazione - Il legale della famiglia del piccolo Maruccio: "Ci opporremo"

“Il bimbo sarebbe morto anche se ricoverato”

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Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno 

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno 

L'avvocato Piersalvatore Maruccio

L’avvocato Piersalvatore Maruccio 

Pescia Romana – “Il bimbo sarebbe morto anche se ricoverato”.

A stabilirlo è la perizia del consulente tecnico Cipolloni, incaricato dalla procura di Civitavecchia di fare luce sulla vicenda di Leonardo Sonno, il piccolo di Pescia Romana morto a tre anni per una febbre altissima, lo scorso 21 marzo, dopo un ricovero all’ospedale di Tarquinia.

Il pm Maria Bianca Cotronei ha chiesto così l’archiviazione. L’avvocato della famiglia del bimbo Piersalvatore Maruccio non ci sta. “Il pm – spiega il legale – ha chiesto l’archiviazione del caso, rimettendo qualsiasi tipo di valutazione ai contenuti della perizia. Noi abbiamo fatto opposizione e siamo in attesa della nostra consulenza tecnica.

La perizia, infatti, basa tutto su quello che viene definito “l’evento fulminante”, ossia la maningite batterica, per cui nulla si sarebbe potuto fare anche in caso di ricovero in un’altra struttura.

Noi lo contestiamo e non per una ostinazione di parte, ma perché il caso doveva essere approfondito. Secondo quanto si dice, infatti, il medico non avrebbe potuto fare nulla dal momento che la sintomatologia, per come si presentava, lo induceva a non ricoverarlo. Noi riteniamo, invece, che proprio quei sintomi avrebbero dovuto spingere il medico a una maggiore prudenza e quindi al ricovero”.

Il legale, dunque, andrà avanti. “Il bambino, quando è arrivato al pronto soccorso, non stava oggettivamente bene e non poteva essere rimandato a casa. La prudenza avrebbe dovuto indurre il medico a portarlo in una struttura più adeguata, a Belcolle, in cui l’analisi del suo stato di salute avrebbe potuto consentire anche un intervento immediato.

Aspettiamo, comunque, che il nostro consulente De Luca, primario della cattedra di medicina legale della Sapienza, ci dia le sue conclusioni e poi provvederemo a depositarle. Al di là del clamore mediatico del momento – dice Maruccio – ritengo che casi di questo genere meritino di essere approfonditi”.


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25 settembre, 2014

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