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Viterbo - Chiesto l'allontanamento per due 'squillo', ritenute pericolose per la sicurezza - La 'casa dell'amore' è un casolare diroccato

Sesso in una topaia, prostitute nei guai

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Da sinistra: l'assistente capo Menichelli, l'ispettore capo Di Gregorio, il sovrintendente Eutizi

La polfer di Viterbo

La prostituta contratta col cliente

La prostituta contratta col cliente

Viterbo – Adescavano i clienti a viale Trento, sotto il naso della polizia.

Adesso potrebbe scattare il foglio di via per le due squillo pizzicate a santa Rosa dalla polfer in piena attività.

Le prostitute, residenti in provincia, esercitano nel capoluogo. Si tratterebbe di una 20enne di Soriano nel Cimino e di una 40enne di Montefiascone. Entrambe volontariamente avviate alla professione, da quanto emerso dalle indagini.

Gli uomini della Polfer hanno ricostruito nel dettaglio i loro movimenti. Le due ‘colleghe’ erano solite passeggiare lungo viale Trento per farsi notare e caricare in auto. Il tutto a due passi dagli uffici della polizia ferroviaria, a ridosso della stazione di Porta Fiorentina e alla fine del viale. Impossibile non accorgersene per gli investigatori, che hanno dato il via a una serie di accertamenti, culminati nel blitz di santa Rosa all’alcova del sesso, condivisa dalle prostitute.

Classico servizio di osservazione e pedinamento. Prima la macchina che si ferma sul viale. Due parole del cliente con la prostituta e, infine, l’arrivo a un alloggio al Poggino, dove la coppia viene bloccata prima di consumare.

Trenta euro a prestazione per un guadagno di circa 100 euro al giorno, stando a quanto raccontato dalla ‘lucciola’ agli agenti il pomeriggio del 3 settembre. Nessuna costrizione e nessuno sfruttamento della prostituzione. Quindi nessun reato. Ma per i poliziotti le prostitute sono “pericolose per la  sicurezza pubblica” e chiedono al questore di allontanarle.

Non solo sarebbero state viste accompagnarsi a personaggi già noti alle forze dell’ordine, ma condurrebbero un tenore di vita al di sopra delle loro possibilità. Probabile spia di guadagni extra e illeciti per arrotondare.

Ma soprattutto, riceverebbero i clienti in una topaia. Il pericolo maggiore è proprio qui: nell’alcova del sesso al Poggino. Un casolare diroccato, abbandonato e pieno di insetti, di fronte al quale i clienti non si tirano comunque indietro. In barba alle più elementari norme igienico-sanitarie.


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7 settembre, 2014

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