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Acquapendente - Cinque imputati per lesioni aggravate, rapina e tentata estorsione, contestate a vario titolo

Accoltellato al mattatoio, due condanne

Acquapendente

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Acquapendente – Tre assoluzioni e due condanne.

Termina così il processo per la lite al mattatoio di Acquapendente del dicembre 2006. La zuffa tra gli operai della Ilco finì a coltellate: uno dei dipendenti feriti ne ebbe per venticinque giorni, tra setto nasale rotto, trauma cranico, contusioni e tagli sul braccio.

Un episodio di difficile ricostruzione. Anche perché, come detto all’ultima udienza di ieri da uno dei cinque imputati, “tutti lavoravano col coltello e tutti erano sporchi di sangue”, com’è naturale in un’industria di macellazione degli agnelli. 

L’accusa – pm Chiara Capuzzuto – riconduceva la violenta lite a un “movente estorsivo”: per il magistrato, tutto comincia a gennaio 2006. Undici mesi prima della zuffa al mattatoio.

Uno degli imputati vuole 3mila euro dal dipendente Ilco che verrà picchiato e accoltellato. Le botte e il fendente a dicembre, secondo il pm, sono la punizione per non aver corrisposto quei soldi a gennaio. Soldi che, per l’accusa, uno dei cinque pretendeva – illegittimamente – da lui per aver trovato un lavoro alla Ilco a suo fratello, facendolo venire in Italia.

Secondo le difese, invece, il motivo della mischia al mattatoio era un altro. Non l’estorsione, visto che tra la richiesta di soldi e l’aggressione passarono undici mesi. Ma lo stress, visti i turni di lavoro durissimi nel periodo più difficile dell’anno, cioè sotto le feste di Natale. In più, qualcuno si sarebbe lamentato di avere mansioni più faticose di altri. 

Per la procura, sono in quattro a picchiare i due fratelli – costituiti parte civile e risarciti – a scopo estorsivo. Ma mentre in tre sono assolti dalla tentata estorsione, uno è condannato a tre anni e 2mila euro di multa sia per tentata estorsione che per lesioni gravi. Un’altra condanna a un anno e due mesi viene comminata al dipendente Ilco sospettato di aver sferrato la coltellata su un braccio alla vittima: condannato per lesioni aggravate, ma scagionato dalla tentata estorsione. Assolto, invece, l’unico degli imputati additato come autore della rapina di un cellulare.


Lite al mattatoio finisce a coltellate

29 ottobre, 2014

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