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Viterbo - Indagine Anubi - Tangenti per i funerali - Partono gli avvisi di conclusione ai 37 indagati, tre necrofori e tutti gli altri impresari di pompe funebri

Business dei morti, chiusa l’inchiesta

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Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Viterbo – Chiusa l’inchiesta sul business del caro estinto.

Stanno arrivando in questi giorni i primi avvisi di conclusione ai 37 indagati per i funerali dati in cambio di presunte tangenti.

L’inchiesta nostrana sul mercato della morte giunge quindi al capolinea senza sconti per nessuno.

Gli avvisi di chiusura indagini sono 37. Esattamente come gli indagati iniziali. Invariati come resta invariato il quadro accusatorio: corruzione è l’ipotesi formulata dal pm Paola Conti per i tre necrofori dell’ospedale Belcolle Carlo Eleuteri, Fabrizio Valleriani e Floriano Franklin Canela. Tutti e tre tornati liberi di recente, dopo mesi di arresti domiciliari. 

Gli altri, tutti impresari di pompe funebri tra Viterbo, Roma e Civitavecchia, sono stati denunciati a piede libero. L’indagine è stata interamente seguirà dai carabinieri del nucleo investigativo di Viterbo, capitanati da Giovanni Martufi.

Nell’ordinanza di custodia cautelare per i tre necrofori il gip Francesco Rigato parlava di “prassi”. “Tariffario fisso”. “Protocollo non scritto ma costante” tra i necrofori e le agenzie funebri interessate dal procedimento.

50 euro a morto, come tangente, può sembrare una cifra irrisoria. Ma, tra una banconota e l’altra, secondo gli inquirenti, i necrofori sarebbero riusciti a mettere insieme all’incirca 1500 euro al mese ciascuno. Uno stipendio in più.

Le agenzie avrebbero accettato di buon grado di pagare il pedaggio: i vantaggi sarebbero stati superiori al disturbo di sborsare una sovrattassa. Secondo le indagini, gli impresari funebri che pagavano venivano messi a conoscenza di un decesso e, quindi, di un funerale imminente. Oppure riuscivano a ottenere la camera mortuaria più grande, o l’apertura anche prima degli orari prestabiliti. Con l’aiuto dei necrofori, insomma, accaparrarsi il funerale, dribblando la concorrenza, sarebbe stato molto più facile.

Il “sistema”, in pratica, conveniva a tutti. Tranne agli impresari funebri che rimanevano fuori dal giro e che, infatti, si sono mossi col direttore sanitario di Belcolle che, a sua volta, ha presentato l’esposto-volano delle indagini.

Gli arresti sono scattati a maggio. Raffica di interrogatori e poi la richiesta di giudizio immediato della procura respinta. L’iter giudiziario sarà quello normale: richiesta di rinvio a giudizio, udienza preliminare, eventuale processo.

Dalla notifica dell’avviso, gli indagati hanno venti giorni per chiedere interrogatori o depositare memorie.


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20 ottobre, 2014

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