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Economia - Intervista al neopresidente Domenico Merlani che lancia un messaggio positivo alle aziende e invita alla collaborazione per uscire dalla crisi

“La Camera di commercio sarà la casa delle imprese”

di Paola Pierdomenico

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Domenico Merlani

Domenico Merlani 

Domenico Merlani eletto presidente della Camera di commercio

Domenico Merlani eletto presidente della Camera di commercio 

Domenico Merlani e Ferindo Palombella

Domenico Merlani e Ferindo Palombella 

Viterbo – “La Camera di commercio sarà la vostra casa”.

Al palazzo di via Fratelli Rosselli si apre ufficialmente l’era Merlani. Eletto con 18 voti lo scorso venerdì, il neopresidente si appresta alla nuova avventura.

Il 28 ottobre l’ultimo passo con la nomina della giunta. Merlani è aperto alla condivisione, sia nella scelta della squadra che nell’individuazione di un programma per rilanciare la Tuscia. Un territorio che, a suo avviso, può farcela.

Il suo primo messaggio va comunque alle imprese che “non devono perdere la fiducia, potendo da ora contare sul solido sostegno dell’ente che sarà un punto di riferimento”.

A mente fredda, come commenta la sua elezione?
“E’ andata come doveva andare – dice Merlani -. Mi ha fatto piacere che ci sia stata una battage politico-elettorale che ha permesso al consiglio di scegliere in maniera democratica tra due figure professionalmente diverse”.

Perché hanno scelto lei?
“Probabilmente perché hanno preferito una figura che provenisse dal mondo dell’imprenditoria, piuttosto che un funzionario di associazione che si era già espresso per anni alla camera di commercio anche con importanti risultati. Ci sono però momenti in cui si avverte la necessità di un cambiamento. Un’aspettativa legittima della società civile. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me sin dal primo momento. La campagna elettorale è stata lunga e combattuta, ma chi mi ha sostenuto lo ha fatto fino in fondo. Ora dovrò dimostrare loro che hanno fatto la scelta giusta”.

Come pensa di riunificare il consiglio che si è diviso in due per l’elezione? Quali sono i margini di collaborazione?
“Per quanto mi riguarda, la campagna elettorale si è conclusa venerdì. E’ stato eletto il presidente e quindi è venuto meno il motivo del contendere. Ora per la giunta, le possibilità sono due. Massima collaborazione per individuare insieme una squadra. Se così non fosse, la giunta si comporrà secondo un metodo proporzionale in base ai seggi e alle preferenze che spettano ai consiglieri. Spero di non arrivare a questa soluzione”.

Quale impronta vuole dare alla Camera di commercio?
“Voglio portare la Camera di commercio vicino alle imprese per fargli capire che questa istituzione è la loro casa. Dovremmo poi individuare un programma condiviso, anche con l’altra cordata, per poi attuarlo”.

C’è qualche idea concreta?
“Sostegno alle imprese, in particolare nel credito, nell’internazionalizzazione, nel Made in Italy, nel turismo e nel settore enogastronimico. Siamo consapevoli, però, che il percorso dovrà essere affrontato facendo forte ai tagli della riforma della pubblica amministrazione, che ci impone la razionalizzazione dei costi e minori risorse per interventi strutturali, dovuti anche al minor gettito che hanno dato le imprese col contributo camerale. Di idee ce ne stanno tante, così come di progetti trasversali, specie nel turismo e nell’agricoltura. Una volta presa coscienza delle risorse, capiremo come intervenire”.

Il governo Renzi vuole abolire le Camere di commercio. Cosa ne pensa?
“Credo in questo ente, altrimenti non mi sarei candidato e non avrei lottato per fare il presidente. Probabilmente, in un momento in cui si dà la caccia alle streghe e bisogna tagliare tutto, è ovvio che, un po’ per campagna elettorale e un po’ per dare un segnale di risparmio, si vanno a colpire certi enti. Per me, però, i tagli lineari non servono a nulla. Tagliare il 35 per cento alle grandi camere di commercio, non è lo stesso che farlo sulle piccole che, così, vengono uccise. Si deve tenere conto del fatto che c’è chi ha le risorse per continuare a sopravvivere e chi no”.

Come giudica il lavoro del suo predecessore Ferindo Palombella. Cosa vi accomuna?
“Ci accomunano serietà e correttezza. Nell’ultimo anno, come consigliere di Confindustria in Camera di commercio, ho avuto modo di starci a contatto e ho scoperto una persona che non conoscevo. Una grande persona. Come presidente, ha avuto il grande pregio di tenere unite intorno all’ente tutte le associazioni di categoria per quindici anni. Un compito arduo. Ha portato l’istituzione a essere riconosciuta a livello regionale e nazionale. Si può dare continuità al suo lavoro, ora anche con forze nuove, visto che abbiamo un consiglio rinnovato per oltre il 60 per cento. Da qui possiamo ripartire con più slancio per attuare progetti più ambiziosi”.

E’ presidente di Unindustria. Si dimetterà?
“E’ mia intenzione farlo. Il nuovo incarico mi impegnerà a tempo pieno e, in Confindustria, vorrei lasciare spazio a qualcuno che vorrà fare esperienza e dare il suo contributo all’associazione, come ho fatto io per questi cinque anni. Lascio decidere al direttivo”.

Cosa della sua professionalità porterà all’ente?
“Tutte le cose buone apprese in questi cinque anni. Ho la fortuna di presiedere un’associazione fatta di grandi persone. La managerialità e la competenza, che sono di casa in Confindustria, si possono trasferire benissimo alla Camera di commercio”.

Qual è lo stato delle imprese viterbesi e come riusciranno ad affrontare la crisi?
“Purtroppo è in linea a quello di tutte le aziende italiane. Il momento è difficile per tutti perché c’è una stagnazione che coinvolge l’intera filiera, dalla produzione alla vendita. Ora, l’auspico è che il paese riesca ad attuare le riforme e ad avere aiuti economici per ripartire. Il nostro ruolo sarà quello di essere in prima linea per le imprese del territorio e aiutarle ad accendere i motori. Non appena si invertirà il trend negativo, saremo pronti a fare la nostra parte”.

Si uscirà dalla crisi e come?
“C’è sempre una fine, il problema è capire qual è il fondo. Sono due le cose necessarie, ossia l’attuazione delle riforme e i sostegni economici. La comunità europea ci impone tanti vincoli, ma dovrebbe darci anche più possibilità di azione”.

Che rapporto si prospetta con la Regione?
“Eccellente, a giudicare dagli interventi dopo la mia elezione. I consiglieri erano entusiasti della mia nomina e il presidente del consiglio regionale e gli assessori si sono detti soddisfatti. Ho sempre avuto buoni rapporti e penso sarà così anche in futuro. Lo stesso vale per il comune di Viterbo e la provincia”.

E con Roma?
“Molto buono. In questi tre anni, in Confindustria, ho sempre lavorato con la capitale. Faremo sinergia perché Roma rappresenta una grande opportunità”.

I giovani della Tuscia cosa devono aspettarsi?
“Prima o poi arriveremo a una ripresa economica e loro dovranno essere pronti a prendere l’iniziativa e a reinventarsi. Ne hanno le capacità, ma è il contesto a renderlo impossibile, scoraggiando chi si affaccia al mondo del lavoro per la prima volta. Il posto fisso non è più così scontato come lo era una volta, ma non per questo devono farsi demoralizzare. Noi cercheremo di creargli una base fertile per aiutarli e spingerli a dare il massimo”.

Cosa c’è nel futuro della Tuscia?
“Ho una buona visione del futuro. La nostra economia si basa sulla ruralità e abbiamo paesi che in provincia riescono a sopravvivere alla crisi. Sono le città industrializzate a essere le più colpite, mentre noi, siamo più abituati a vivere al di fuori del boom economico, essendo più modesti. Sono fiducioso, anche perché abbiamo a disposizione molte risorse turistico-culturali. Basta sapersi “vendere” bene e noi di cose da vendere ne abbiamo tante”.

Un messaggio alle imprese?
“Non perdete la speranza – conclude Merlani -. Da oggi, la Camera di commercio diventa la casa delle imprese che in noi troveranno un solido sostegno”.

Paola Pierdomenico


Fotocronaca: Domenico Merlani eletto presidente – slide

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12 ottobre, 2014

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