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Viterbo - Continua il processo d'appello a Roma

Crollo Bmw, parola ai difensori

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Viterbo – Parola ai difensori, ieri, al processo d’appello per il crollo della concessionaria Bmw.

Dopo l’ultima udienza di giugno, con la procura generale che chiedeva la condanna di tutti gli imputati, è arrivata ieri la replica delle difese.

Hanno parlato gli avvocati del titolare della Bmw di Viterbo Fabio Lonardo e dell’ingegnere Giuseppe La Grutta. L’unico dei sette imputati assolto in primo grado e per il quale la procura di Viterbo ha fatto ricorso in appello. 

“Quello di La Grutta non era il progetto esecutivo, ma solo preliminare – ha spiegato il suo avvocato Roberto Massatani -. La Grutta non era il progettista, ma solo un consulente esterno”. Per la difesa di Lonardo, il titolare della Bmw si era affidato a dei professionisti per realizzare la concessionaria.

Il solaio, comunque, non ha retto quel 23 aprile 2004, travolgendo i meccanici che stavano lavorando nell’officina al piano di sotto. Il 23enne Fabrizio Feuli morì sotto le macerie. Altri due meccanici e tre operai rimasero feriti. 

A dieci anni dal crollo, si intravede la possibilità di un accordo. Le parti civili (due operai feriti, il padre e il fratello di Feuli) saranno rimborsate dall’assicurazione.

L’attenuante del risarcimento permetterebbe di spostare all’indietro le lancette della prescrizione per il reato di crollo colposo. A quel punto, il processo potrebbe concludersi con un proscioglimento globale per intervenuta prescrizione. Ma prima, i patti dovranno essere rispettati: al momento, il risarcimento è avvenuto solo sulla parola. Di fatto, gli operai rimasti feriti e i familiari di Feuli hanno avuto solo la provvisionale riconosciuta in primo grado dal tribunale di Viterbo.

Solo a transazione completata, le parti civili ritireranno la loro costituzione. Ma, a dicembre, i giudici potrebbero comunque non concedere l’attenuante del risarcimento e pronunciarsi, cancellando ogni possibilità di prescrizione a breve. A quel punto, il processo seguirebbe l’iter normale: sentenza d’appello e probabile coda di ricorsi in Cassazione. Tutto può succedere, insomma. E intanto, al tribunale civile prosegue la causa della Bmw contro tutti. Con una nuova perizia che dovrà spiegare com’è stato possibile che il solaio della concessionaria abbia franato di colpo, diventando la tomba di un giovane meccanico.


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7 ottobre, 2014

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