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Diocesi Civita Castellana - Si svolgeranno il 13, 14 e 15 ottobre

Magistero di papa Francesco, se ne parla nei convegni intervicariali

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Il vescovo Romano Rossi

Il vescovo Romano Rossi

Il vescovo Il vescovo Romano Rossi con preti e diaconi

Il vescovo Il vescovo Romano Rossi con preti e diaconi

Civita Castellana – Tutto pronto per i convegni intervicariali sul magistero di Papa Francesco e la vita della Diocesi che si svolgeranno il 13, 14 e 15 ottobre.

Una serie di incontri per fornire strumenti di analisi e proposte in vista del nuovo piano pastorale e rispondere ai veri bisogni delle nostre comunità assetate di amore e di verità.

Lunedì 13 ottobre – Vicarie Faleritana e Teverina nella parrocchia S. Giuseppe Operaio a Civita Castellana, martedì 14 ottobre – Vicarie del Lago e Cassia presso l’Oratorio di Bracciano, mercoledì 15 ottobre – Vicarie del Soratte e Flaminia al Centro Parrocchiale di Campagnano.

Il vescovo Romano Rossi chiedeva nel corso dell’ultima Assemblea Diocesana: “Come si può conciliare la fedeltà al deposito della Rivelazione e della Tradizione cristiana con la cura di calarlo nelle varie situazioni personali ed esistenziali dell’uomo di oggi?”.

Sono queste le domande a cui la comunità cristiana è chiamata a rispondere. Ma non potrà farlo ascoltando solo la babele dei messaggi che la cultura dominante ci propone, ma con l’ascolto del Vangelo, voce libera e liberante. E non potrà essere “sale della terra e luce del mondo” se non andando controcorrente e spesso costretta alla clandestinità.


Per un progetto pastorale Diocesano è necessario una rinascita interiore e un cammino di comunione sempre più segnato dalla testimonianza di molti cristiani. Dalla comunione può scaturire un valido impulso per un rinnovato impegno della Chiesa nella quotidianità e rispondere alle attese di tanta gente con la freschezza del Vangelo.

Solo se mossi dallo Spirito Santo, sarà possibile incidere in profondità nella concezione della vita e nella coscienza delle persone, in una società fortemente laicizzata e secolarizzata, la quale considera l’autosufficienza e la lontananza da Dio la sua mera libertà originale, ma inconsciamente sente il bisogno di essere rigenerata e attualizzata nei metodi, mantenendo saldi i contenuti della fede, in una visione aperta e concreta per scrivere il Vangelo nei territori dell’umano, in contrapposizione al mondo mediatico che si pone in modo oscuro facendo percepire solo superficialmente alcuni avvenimenti distorti o di parte.

Tutto questo ci deve far meditare, riflettere e confrontare, come la presenza laicale è fondamentale e testimoniante in alcuni ambiti del vissuto quotidiano, per rientrare nei luoghi dove la gente vive e lavora, gioisce e soffre, per essere la Chiesa del presente e del futuro, la Chiesa del “Cenacolo”, che irradia al di fuori la bellezza e la ricchezza della vita cristiana solidale e altruista, per una società secondo il vangelo in cui il cristiano interpella la sua vita, e come docile strumento nelle mani del Signore, è disposto a lasciarsi mettere in discussione, per produrre esempi vincenti in questa società e dare speranza agli “smarriti di cuore”.

Don Giancarlo Palazzi


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3 ottobre, 2014

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