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Capranica - Sorelline violentate e filmate - La difesa dell'imprenditore indagato - Sotto inchiesta anche i genitori

“Mai visto quelle bambine”

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Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Capranica – Nessun incidente probatorio anticipato.

Le sorelline violentate e filmate saranno ascoltate a dicembre. Non prima.

Il gip di Viterbo Salvatore Fanti ha deciso di non accelerare i tempi della delicata indagine sugli abusi sulle due bimbe di 6 e 8 anni.

Fatti ancora tutti da accertare con dovizia di particolari. Anche per questo poteva essere utile cristallizzare nell’immediato i racconti delle piccole. Una sorta di bussola anche per gli investigatori, in una fase così embrionale dell’inchiesta.

Nel registro degli indagati, tre persone: il padre e la madre non vedente delle bambine e un imprenditore di Capranica, datore di lavoro del padre delle piccole. Violenza sessuale aggravata su minori di dieci anni.

E che la violenza sia avvenuta non ci sarebbe traccia di dubbi. I referti medici dell’ospedale Belcolle parlano chiaro: le piccole, nonostante la tenerissima età avrebbero già avuto rapporti sessuali completi, come confermato sommariamente in questura dalle stesse bambine. I tre indagati restano comunque a piede libero, al momento.

Nessuna richiesta d’arresto, perché il lavorio di ricostruzione degli episodi di violenza è appena cominciato. Gli agenti della squadra mobile, coordinati dal pm Paola Conti, stanno cercando di capire da quanto tempo si trascinava questa situazione. Per ora, anche la durata degli abusi non risulta chiara. La segnalazione è arrivata dagli assistenti sociali che, da quanto risulta, seguivano da tempo la famiglia.

Le bambine, su disposizione del tribunale dei minori, sono state trasferite in una struttura protetta insieme al fratello maggiore 15enne. Il ragazzino, a differenza delle sorelle, sarebbe stato oggetto di maltrattamenti da parte del padre.

Quanto all’imprenditore, secondo le indagini sarebbe stato lui a riprendere le violenze sulle piccole. Al momento si dice tranquillo, nonostante la pesantezza dell’ipotesi di reato. “Questa bambine non le ha mai viste – afferma il suo avvocato Lilli Quintili -. Non ha nessun rapporto con loro. Non gli ha mai offerto neanche un gelato. Niente”.


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22 ottobre, 2014

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