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Pescia Romana - Lettera aperta dei famigliari del piccolo Leonardo Sonno al pm dopo la richiesta di archiviazione del caso

Bimbo morto a tre anni, i genitori: “Pretendiamo giustizia”

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Il padre Filippo con Leonardo

Il padre Filippo con Leonardo 

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno

Il babbo Filippo e la mamma Valentina col piccolo Leonardo Sonno 

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno 

Il piccolo Leonardo Sonno

Il piccolo Leonardo Sonno 

Pescia Romana – Riceviamo e pubblichiamo – Caro pubblico ministero, personalmente avremmo di gran lunga preferito parlarle a voce, ma visto e considerato che in quasi sette mesi, non ha trovato né modo né tempo per ascoltarci, abbiamo deciso di scriverle questa lettera e renderla pubblica, affinché tutti sappiano come lavora la nostra giustizia. Una scelta scaturita anche dal fatto che lei, come se nulla fosse successo, ha pensato bene di chiedere l’archiviazione del caso, con la motivazione che “il fatto non sussiste”.

Ora ci chiediamo, ma lei si rende conto di come possono vivere due genitori che ha appena perso un figlio? Del grande dolore e allo stesso tempo rabbia, con cui sono costretti a convivere, e del grande sacrificio che fanno ogni mattina, per affrontare la vita quotidiana?

Non so se ha avuto il grande e bellissimo dono di essere madre, noi non crediamo, altrimenti non avrebbe mai potuto prendere una decisione del genere. Nel caso, invece, lo fosse, la prego di mettersi almeno per un attimo nei nostri panni.

Ci deve spiegare come può un medico dichiarare che nostro figlio non si sarebbe potuto salvare con nessuna cura. Ha per caso una palla di vetro capace di predire il futuro?

Come può un medico dire che non c’era nulla che facesse presagire un finale come questo?

Nostro figlio aveva una febbre altissima, rimasta tale anche dopo la somministrazione di un antipiretico. Questo secondo lei non doveva essere un campanello di allarme?

La ragione e il buon senso, ci portano a pensare che il dovere di un medico è proprio quello di capire la causa del malessere e trovare la cura giusta. Invece, i due medici non mi sembra che hanno agito con la coscienza e lo scrupolo che la situazione richiamava, con un bambino che si presentava in quelle condizioni.

Le assicuro che la sua decisione, non ci fermerà davanti a niente e a nessuno. L’Italia purtroppo è piena di questi casi, tutti i giorni si apprende dalla tv casi analoghi al nostro. La nostra sanità sta diventando una piaga sociale. Sta a voi fermare questo scempio. La salute è un diritto di tutti, per questo avete l’obbligo e il dovere di tutelarla.

Ci spiace essere arrivati a questo punto ma noi pretendiamo giustizia. Lo dobbiamo a nostro figlio e alla promessa che gli abbiamo fatto prima di salutarlo per l’ultima volta.

Valentina Gargiani e Filippo Sonno
I genitori di Leonardo


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13 ottobre, 2014

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