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Viterbo - Revocati i domiciliari anche all'ultimo

Tangenti per i funerali, liberi tutti i necrofori

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Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

Viterbo – Libero anche il terzo necroforo di Belcolle.

Dopo Fabrizio Valleriani e Carlo Eleuteri, anche Floriano Franklin Canela si è visto revocare i domiciliari, a seguito dell’istanza al gip dei suoi avvocati Massimo Pistilli e Riccardo Catini.

Canela, come gli altri suoi due colleghi, era finito in arresto nell’operazione Anubi. Corruzione, l’ipotesi di reato formulata dal pm Paola Conti, per un presunto business della morte, sulla falsariga di quello romano. Ma in quel caso si parlerebbe di reati ancora più pesanti come associazione a delinquere, associazione di tipo mafioso e scambio elettorale politico-mafioso. 

Il meccanismo di fondo, comunque, sarebbe stato più o meno lo stesso: le agenzie di pompe funebri sarebbero arrivate a pagare tangenti per accaparrarsi i funerali e avere la migliore gestione possibile della camera mortuaria.

A intascare i soldi, in questo caso, sarebbero stati i necrofori di Belcolle, secondo quanto ricostruito nell’inchiesta “Anubi” della procura viterbese. 50 euro a funerale, per un totale di circa 30mila euro all’anno da dividere in tre.

Gli indagati sono 37 in totale. Gli arresti erano scattati a maggio (solo per i necrofori e non per gli impresari di pompe funebri) ma l’indagine, supportata da una mole ingente di intercettazioni ambientali, è partita nel settembre 2013, dall’esposto del direttore sanitario Giuseppe Cimarello.


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5 ottobre, 2014

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