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Cev, il comune batte cassa ma gli imputati fanno ricorso

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Piazza del Plebiscito - Palazzo dei Priori [3]

Piazza del Plebiscito – Palazzo dei Priori

Viterbo – Comune pronto a batter cassa agli imputati del processo Cev in Corte dei conti. Ma la partita è ancora aperta.

Dopo la sentenza bis della magistratura contabile, sul danno erariale per il crack Cev, da Palazzo dei Priori sono partite le raccomandate. 

Ai 9 imputati del giudizio in Corte dei conti si chiede di corrispondere il dovuto. Cioè gli importi che ognuno, a seconda dell’ipotizzata responsabilità, è stato condannato a rifondere nelle casse comunali. Cifre che vanno dai 40mila ai 244mila euro. Per un totale di quasi 900mila euro.

Per i servizi affidati direttamente al Cev e subappaltati agli imprenditori del consorzio, la magistratura contabile ha condannato parte della giunta Gabbianelli. A cominciare dal sindaco che, insieme agli ex assessori Giovanni Arena, Maurizio Tofani, Francesco Moltoni e Marco Maria Bracaglia dovrebbe pagare 80mila euro; 90mila il ‘debito’ quantificato dalla Corte dei conti per Mauro Rotelli; 100mila per Paolo Muroni; 244mila per Paolo Izzi e 40mila per Fosca Mauri Tasciotti. Somme tutte ribassate in appello, rispetto alle cifre da capogiro comminate in primo grado per un danno erariale che si riteneva non inferiore ai 7 milioni di euro, limato e diminuito in appello.

Ma la nuova sentenza dei magistrati contabili non è ancora quella definitiva.

E’ per questo che almeno alcuni dei legali degli imputati avrebbero già risposto al comune, annunciando un ricorso in Cassazione che, di fatto, potrebbe rimettere in questione la sentenza e rimandare i pagamenti. 

Qualcuno insinua che l’aria di crisi in comune venga proprio da qui. Dalle richieste di saldo a chi, tra i condannati, siede ancora nei banchi della maggioranza: come Maurizio Tofani e Francesco Moltoni.

Ma per l’assessore al Bilancio Luisa Ciambella, la questione è tutto fuorché politica. “Abbiamo seguito l’iter obbligatorio per legge, nominando un dirigente responsabile della procedura per il recupero somme. In pratica, un atto dovuto”. 


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