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Corchiano - Lo ha deliberato il consiglio comunale in vista della prossima assemblea dei sindaci Ato

“Chiederemo la gestione pubblica dell’acqua”

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Il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti

Il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti 

Corchiano

Corchiano 

Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo – Passione, competenza e partecipazione responsabile hanno caratterizzato il consiglio comunale aperto, convocato per analizzare le proposte contenute nel piano di rilancio della Talete.

L’€™approfondita discussione ha riaffermato concetti chiari: l’acqua è vita per ogni essere vivente, è diritto fondamentale, è esauribile e non riproducibile e di conseguenza €œbene comune da tenere fuori dal mercato e dal profitto.

Sull’acqua si discute e si decide collettivamente e i cittadini hanno il diritto-dovere di determinarne responsabilmente il futuro per garantirla alle future generazioni.

Sull’acqua la comunità di Corchiano ha ritrovato coesione, ha rafforzato relazioni, ha valorizzato saperi e avanzato proposte anche sulla delicata vicenda arsenico riconoscendo alla Regione Lazio l’€™impegno per la realizzazione dei dearsenificatori.

La proposta di aumento delle tariffe (2014/2017), contenuta nel piano di rilancio Talete, è stata considerata “ingiusta” e da respingere perché applicata a periodi di erogazione di acqua non potabile e si è deciso di segnalare la delicata situazione anche all’Aeegsi (autorità per energia elettrica e gas).

Per quanto riguarda la ricapitalizzazione, proposta dalla Talete, la discussione è stata rinviata al bilancio di previsione 2015 perché l’mpegno di spesa conseguente dovrà eventualmente essere assunto nel prossimo esercizio finanziario.

L’assemblea ha inoltre condiviso l’analisi della Talete sulle condizioni che rendono debole il nostro debole Ato:

1) scarsa popolazione
2) stato delle reti e della depurazione
3) qualità dell’acqua, geomorfologicamente caratterizzata da elevate quantità di arsenico e fluoruri che impongono costosissimi trattamenti di depurazione per tutelare la salute pubblica.

Tutte ragioni che producono costi di gestione e tariffe molto elevati che solo una compartecipazione finanziaria della regione lazio può  evitare, un intervento solidaristico come quelli che si attuano per garantire il diritto alla salute anche a quelle aree geografiche dove le spese sanitarie sono più alte a causa della maggiore incidenza di patologie.

Chiudere l’esperienza della gestione societaria Talete e iniziare una nuova gestione, attraverso una forma di diritto pubblico, è l’€™unico modo per contenere le tariffe. Una nuova gestione partecipata per l’acqua pubblica e di qualità, per contenere costi, occupazione e valorizzare i lavoratori in un nuovo e proficuo rapporto con i cittadini viterbesi.

Per questo, il consiglio comunale aperto di Corchiano ha determinato all’unanimità di proporre, alla prossima assemblea dei sindaci Ato Viterbo, un percorso di ripubblicizzazione e cioè una nuova gestione con soggetto pubblico dove cittadini, comuni, Provincia e Regione siano responsabilmente e solidaristicamente coinvolti nella copertura degli alti costi di gestione per l’eliminazione dell’arsenico dall’acqua.

Si è anche auspicato il coinvolgimento dei sindaci e delle comunità del Viterbese per rafforzare la proposta affinché l’acqua si affermi come diritto e non scivoli nel contenitore dei troppi e ingiusti privilegi.

Bengasi Battisti
Sindaco di Corchiano


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30 novembre, 2014

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