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Viterbo - Giulio Marini dà la sua visione netta del partito in vista della fase congressuale escludendo senza mezzi termini la candidatura e continuando a portare avanti la sua battaglia dai banchi del consiglio comunale

“Forza Italia dovrebbe stare all’opposizione”

di Paola Pierdomenico

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Giulio Marini

Giulio Marini 

Viterbo – “Forza Italia dovrebbe stare all’opposizione”. “Non mi candido alla segreteria provinciale di FI”. “L’amministrazione è arroccata su posizioni unilaterali”.

Giulio Marini dà la sua visione netta del nuovo partito che deve nascere dalla fase congressuale in programma dal prossimo 15 dicembre. Il consigliere esclude, senza mezzi termini, la sua candidatura alla segreteria provinciale e chiede più determinazione.

Proprio la mancanza di una linea politica ha penalizzato lo schieramento di cui fa parte permettendo ad altri di prendere piede. Intanto,  dai banchi dell’opposizione in comune, porta avanti la sua battaglia contro un’amministrazione che, secondo lui, non sente i veri problemi della città.

“Il partito è in una fase di rilancio – dice Marini -. L’esplosione del Pdl ha portato al lento recupero di una identità politica che non è ancora terminato. Anzi, vanno ridefiniti i rapporti con la base e la linea politica nazionale. Manca un punto di riferimento e questo ci penalizza. Vedo nuovi orizzonti per Forza Italia.

Anche a Viterbo, partiremo dai sessanta comuni della Tuscia, che sono coinvolti nel congresso, per poi procedere a livello provinciale”. Ed è proprio questo uno dei primi cambiamenti messi in atto nella nuova impronta del partito. “Prima era il congresso provinciale a stabilire tutto, ora invece, ripartiamo dalla base per poi decidere le linee provinciali. I club stanno facendo la loro parte nel coinvolgere gli iscritti e i simpatizzanti di sempre e allo stesso tempo nel ricercare nuova linfa vitale”.

I congressi comunali saranno celebrati dal 15 dicembre. “Da poco, ha preso il via il tesseramento e sembra esserci una buona mobilitazione. Vogliamo un partito rinnovato, senza correnti interne e che sappia ascoltare la gente. Ho vissuto tutte le fasi del partito, dalla sua nascita, e, a volte, ci sono state spaccature che ne hanno bloccato l’attività. Mi auguro che stavolta non ce ne siano e che nessuno venga escluso nel processo di ricostruzione. Basta contrasti. Il futuro che immagino è diverso, vedo un nuovo capitolo fatto di partecipazione anche con volti nuovi che possono ben coesistere con chi fa parte del partito da sempre. Finita l’esperienza del Pdl, oggi, ripartiamo per permettere a tutti di ritrovarsi sotto un’unica bandiera”.

Marini, che di congressi ne ha celebrati diversi, anche da protagonista, ha deciso stavolta di mettersi da parte. “Non mi candido alla segreteria provinciale – dice secco -. Stavolta ragiono con la mia testa ed escludo questa possibilità. Mi metto, però, a disposizione per costruire un partito diverso dal passato”.

C’è poi da fare i conti col partito di Alfano e la Lega di Salvini. “Con l’Ncd il rapporto è ottimo. A livello nazionale, forse, la confusione è troppa, ma questo non influenza le relazioni sul territorio. Sono, comunque, dell’avviso che Forza Italia debba andare all’opposizione e che i gruppi parlamentari debbano essere più incisivi. Così non è, pazienza. Nella mia visione, però, chi vince governa, mentre gli altri stanno in minoranza. Se così non è, allora, si cambi anche il sistema elettorale, con un proporzionale, che premi pure chi non ha ottenuto un largo consenso. Io però non la vedo così, perché le vie di mezzo non sono utili a nessuno. E proprio questo ci penalizza e non poco. Finché FI non prenderà una posizione precisa, è normale che personaggi come Salvini, che portano avanti delle idee chiare e definite, prendano piede. Dobbiamo rimboccarci le maniche per non essere sopraffatti da altri partiti”.

E’ prioritario quindi riallacciare il rapporto con la gente. “Finora, abbiamo affrontato i problemi nazionali in maniera distaccata. I cittadini, invece, ci chiedono risposte. Vicinanza. Renzi dice quello che dicevamo noi anni fa e porta avanti le idee di un partito liberale. Non ha di certo scoperto l’acqua calda. Noi purtroppo non siamo riusciti a mettere in atto il nostro progetto per il paese perché ci sono stati degli incidenti di percorso, creati ad arte sul nostro leader Berlusconi, che non ci hanno permesso di farlo. E’ ora di prendere in mano la situazione”.

Nel frattempo, Marini continua a portare avanti le sue battaglie dai banchi dell’opposizione. “Ho voluto dare del tempo a Michelini per ambientarsi e prendere cognizione della situazione. Un tempo che è stato infruttuoso perché l’attuale amministrazione non ha imparato molto. Per questo sono stato costretto a prendere una posizione chiara e decisa.

Con il mio gruppo stiamo facendo un lavoro utile ai cittadini e alle sorti del paese e lo abbiamo dimostrato con i suggerimenti che abbiamo proposto per ridurre la tassazione prevista in bilancio. Di problemi ce ne sono tanti, a partire dall’arroccamento dell’amministrazione sulle sue idee unilaterali. Ci sono poi la tassazione, il ritardo sugli interventi per la pubblica illuminazione, la gestione del plus e l’avvio dell’umido che poteva essere posticipato. Infine, la raccolta differenziata, sul cui appalto, emanato dall’amministrazione che guidavo, abbiamo anche proposto dei correttivi, dimostrando grande senso di apertura. Potrei continuare – conclude Marini – per dimostrare che questa amministrazione non ha la minima idea dei veri problemi della città”.

Paola Pierdomenico

 


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7 novembre, 2014

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