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Ingroia indagato per calunnia

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L'intervento di Ingroia alla conferenza [3]

Antonio Ingroia

Angela Manca, madre di Attilio, con Ingroia [4]

Ingroia con i familiari di Attilio Manca

Viterbo – Antonio Ingroia indagato per calunnia.

La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo sull’ex pm.

Ipotesi di reato: calunnia, in relazione ad alcune delle numerose dichiarazioni rilasciate pubblicamente dall’ex magistrato sul caso di Attilio Manca. 

L’urologo 35enne, di origini siciliane ma in servizio a Belcolle, fu trovato morto in casa dieci anni fa, la notte del 12 febbraio 2004.

Ingroia, nella sua nuova veste di avvocato, assiste i familiari del medico insieme al collega Fabio Repici. All’ultima udienza aveva dovuto incassare il colpo dell’esclusione della parte civile dal processo per cessione di droga a Manca. Motivo: il reato di omicidio a seguito di consumo di stupefacenti è prescritto. E per il tribunale di Viterbo, la famiglia Manca poteva costituirsi parte civile soltanto per quello e non per la sola cessione di eroina.

Il primo dicembre Ingroia dovrà presentarsi in procura a Viterbo per rendere interrogatorio. 

Per il suo legale Fabio Repici è “l’ultima stravaganza del dottor Petroselli”, titolare del fascicolo.

“Dopo la gestione vergognosa dell’inchiesta su Attilio Manca, Petroselli avrebbe dovuto astenersi dal prendere in mano questo fascicolo – afferma Repici -. Del resto, non credo che altri sostituti procuratori viterbesi avrebbero avuto il coraggio di aprire un’indagine come questa”.

Il fascicolo verte sulle considerazioni di Ingroia sul verbale redatto dall’ex capo della squadra mobile di Viterbo Salvatore Gava. Nel documento, scoperto da “Chi l’ha visto”, è scritto che Manca era di turno all’ospedale nei giorni dell’operazione di Provenzano alla prostata in Francia. Il periodo considerato va dal 22 ottobre al 4 novembre 2003. Ma dai fogli di presenza di Belcolle risulterebbe che il medico non era a lavoro né il 25, né il 26 ottobre e che il 30 aveva staccato prima del solito.

Nell’occasione Ingroia aveva parlato di “prove manomesse e falsificate”.

“Inaudito che Ingroia si ritrovi nel registro degli indagati per un intervento compiuto da difensore – continua Repici -. Ha semplicemente detto la verità: cioè che l’informativa di Gava non corrisponde al vero perché risultano giorni di assenza dall’ospedale”.

Non è chiaro se l’ex numero uno della squadra mobile di Viterbo abbia sporto denuncia in prima persona. “La procura può aver aperto un fascicolo d’iniziativa. Personalmente rilevo la stravaganza del fatto che sia il pm Petroselli il titolare di questa indagine. Comunque noi all’interrogatorio risponderemo. Ma chiederemo anche al pm se ha acquisito nel fascicolo il casellario giudiziale del dottor Gava, per vedere se è vero o no che sia pregiudicato per falso nell’esercizio delle sue funzioni al G8 di Genova”.

L’allusione è alla condanna definitiva di Gava a tre anni e otto mesi per un falso verbale sul – finto – ritrovamento di bombe molotov nella scuola Diaz, dove i manifestanti furono fermati e pestati in massa.


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