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Sutri - Sei fendenti tra gola e ventre - Lui si è tagliato un polso e ha ingerito candeggina - E' piantonato al Gemelli, in arresto per omicidio

La massacra a coltellate e poi tenta il suicidio

di Stefania Moretti

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Omicidio di Sutri - L'intervento dei carabinieri - Il corpo della donna potato via dalla casa

Omicidio di Sutri – L’intervento dei carabinieri – Il corpo della donna potato via dalla casa

Omicidio di Sutri - L'intervento dei carabinieri - Il corpo della donna potato via dalla casa

Omicidio di Sutri – L’intervento dei carabinieri – Il corpo della donna potato via dalla casa

Omicidio di Sutri - Il comandante provinciale Mauro Conte

Omicidio di Sutri – Il comandante provinciale Mauro Conte

Omicidio di Sutri – Il capitano del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Omicidio di Sutri – Il capitano del Nucleo investigativo Giovanni Martufi

Omicidio di Sutri – Il pm Chiara Capezzuto esce dalla casa, con il colonnello Conte e il capitano Martufi

Omicidio di Sutri – Il pm Chiara Capezzuto esce dalla casa, con il colonnello Conte e il capitano Martufi

Omicidio di Sutri - L'intervento dei carabinieri

Omicidio di Sutri – L’intervento dei carabinieri

Sutri – “Venite. C’è una donna morta”.

Con queste poche parole A.A., 53 anni, ha annunciato di aver ucciso la convivente 35enne H.B.. La chiamata in caserma è arrivata ieri, nel primo pomeriggio (video – video2: L’intervento dei carabinieri – fotoracconto – slide – fotocronaca  – slide).

Di lui, albanese, venuto a Sutri da un paio di mesi, non si sa praticamente nulla. Né che lavoro faceva, né se ha precedenti penali. Uno sconosciuto tanto per il paese, quanto per le forze dell’ordine, che stanno cercando di ricostruire tutto. La sua storia personale. Quella della vittima. E la dinamica di un delitto, maturato tra le mura del piccolo appartamento in via Orlando Paladino 16.

Era la donna, anche lei di origini albanesi, che ospitava il 53enne. La loro relazione durava da poco. Abitavano nel piccolo alloggio, appena imboccato l’arco che porta al centro storico di Sutri. Lei, lui, e i figli di lei. Solo il più grande, 14enne, vive in Albania. Gli altri, di 7 e 12 anni, fortunatamente, erano a scuola mentre la loro mamma veniva uccisa. Ora sono stati affidati ai Servizi sociali, allertati ieri pomeriggio, insieme al sindaco Guido Cianti, che si è precipitato anche lui nell’appartamento della coppia, per poi uscire sconvolto.

Forse un raptus. Forse un delitto premeditato. Impossibile dirlo, per ora. L’unico dato certo sono quelle cinque coltellate che hanno raggiunto la donna al ventre, più una alla gola. Colpi violenti, inferti con un coltello da cucina dalla lama non più corta di venti centimetri: la 35enne aveva la carotide completamente recisa. I carabinieri del Nucleo investigativo di Viterbo, coordinati dal capitano Giovanni Martufi, l’hanno trovata a terra, tra la cucina e l’ingresso, sul pavimento rosso di sangue.

“Ci siamo trovati di fronte alla scena di un delitto cruento – ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Mauro Conte, uscendo dalla casa -. Stiamo cercando di ricostruirne dettagliatamente le modalità. Il movente sembrerebbe ricondubicile a questioni nate all’interno delle mura domestiche. Ma per ora è tutto da verificare”.

Tutto. Anche perché, dopo quella chiamata fugace per annunciare il delitto, A.A. non è riuscito a dire altro. Dopo le coltellate alla sua donna, ha tentato il suicidio: si sarebbe ferito a un polso con un altro coltello, più piccolo dell’arma del delitto e ha bevuto candeggina. I carabinieri lo hanno trovato che vomitava e perdeva sangue dalla bocca. E’ stato subito intubato e portato al Gemelli dov’è piantonato in stato di arresto per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi.

Sulla scena del delitto, anche il pm Chiara Capezzuto, titolare del fascicolo. Le indagini sono seguite dal Nucleo investigativo che, ieri, con la sua sezione investigazioni scientifiche, ha repertato tutto il materiale utile, passando al setaccio la scena del crimine. Sul posto, anche il maggiore Giovanni Rizzo del reparto operativo e gli uomini della compagnia di Ronciglione, coordinati dal maggiore Carlo Scotti.

L’appartamento è stato sequestrato. Sul cadavere della donna sarà disposta l’autopsia per avere un quadro ancora più preciso. I carabinieri stanno cercando anche di rintracciare i parenti in Albania tramite ambasciata.

Quello di ieri è il terzo omicidio in un anno eseguito nella Tuscia con le stesse modalità: lui che uccide lei a coltellate in casa e chiama i carabinieri.

Il primo era stato Antonio Matuozzo, parrucchiere in pensione di origini napoletane. La notte del 12 ottobre 2013 ha ucciso la compagna 61enne Anna Maria Cultrera mentre dormiva, lasciandole un coltello da macellaio piantato nella gola. E’ lui a dare l’allarme alla locale caserma, distante appena cinquecento metri dalla scena del delitto. L’omicidio di Barbarano Romano avviene ventiquattr’ore dopo l’approvazione della legge sul femminicidio.

Il 23 settembre scorso muore Elena Spingu, anche lei accoltellata dal compagno. La uccide un raptus di gelosia, che si trasforma in una scarica di fendenti al petto e al viso. “Correte, ho fatto un casino!”, dice lui al centralino dei carabinieri di Canino. Dramma della gelosia e dell’alcol. Lui è ancora in carcere.

La storia dell’ultima tragedia l’ha scritta A.A.. Solo lui potrà raccontare cos’è stato ad armare il suo braccio contro quella giovane mamma che lascia tre figli. Il magistrato lo ascolterà appena le sue condizioni di salute lo permetteranno.

Stefania Moretti


Multimedia: video  – video2: L’intervento dei carabinieri –  fotoracconto – slide – fotocronaca  – slide

Articoli: Ha ucciso la compagna a coltellate 53enne uccide la convivente

 


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12 novembre, 2014

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