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Bagnoregio - Il progetto prevede che dei professionisti qualificati formino le persone per aiutare coloro che soffrono per qualsiasi disabilità

Riabilitazione e assistenza ai familiari, il comune c’è

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Francesco Bigiotti

Francesco Bigiotti

Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio

Bagnoregio – Un progetto pilota per la riabilitazione, che punta a ribaltare il concetto di assistenza, fornendo ai cittadini gli strumenti per diventare protagonisti attivi dei processi di aiuto ai propri familiari e a coloro che ne hanno bisogno.

A sostenerlo materialmente è il comune di Bagnoregio, che in virtù dell’entusiasmo con cui lo ha accolto il sindaco, Francesco Bigiotti, si candida a ospitare, tra i primi in Italia, una fattispecie di struttura assistenziale concepita vent’anni fa per Paesi dalle risorse economiche limitate, ma che, grazie alla sua efficacia, ha fatto breccia ormai da oltre un decennio anche nel nord America e nell’Europa settentrionale.

L’iniziativa prevede la riabilitazione nella comunità: il suo scopo, attraverso l’impiego di professionisti qualificati (medici specialisti, fisioterapisti ed infermieri), è formare le persone, affinché queste siano poi in grado di aiutare coloro che soffrono per qualsiasi disabilità, sia essa legata all’età, alla condizione economica, alla malattia.

“Abbiamo sposato questa idea, perché si basa su un concetto rivoluzionario – spiega il sindaco Bigiotti – non sono più le strutture pubbliche, infatti, a fornire le prestazioni assistenziali, ma queste vengono somministrate direttamente in casa, dai familiari, o dai volontari, a costo zero e senza limitazioni burocratiche”.

Ne sono promotori il dottor Germano Pestelli, membro Comitato Dart del Who per l’attività di riabilitazione nei disastri naturali ed del comitato Who per la Riabilitazione sviluppata nella comunità, nonché ambasciatore Onu per la Riabilitazione sviluppata nella comunità, che da circa 15 anni esercita questa attività in tutto il mondo; e il dottor Ivano Mattozzi, titolare di un incarico ad alta specializzazione per le cure palliative presso la Asl Viterbo.

A coadiuvarli, le fisioterapiste Gigliola Panasiti, Laura Meriggi e Daniela De Sanctis, a cui è affidata la formazione dei volontari.

“Con questo progetto, che si aggiunge alla futura istituzione di una Casa della Salute, annunciata di recente dal direttore Asl Macchitella, che ringrazio ancora, Bagnoregio si pone all’avanguardia anche nel campo dell’assistenza sanitaria e dei servizi sociali – aggiunge Bigiotti – sono grato, a questo proposito, all’amico Ivano Mattozzi, e al dottor Pestelli, per la disponibilità mostrata, così come lo sono nei confronti delle fisioterapiste Panasiti, Meriggi e De Sanctis: tutti hanno messo a disposizione gratuitamente il loro tempo e la loro professionalità per un’iniziativa di alta valenza sociale. Attualmente in Italia non ci risultano sperimentazioni in questo campo, eccetto quella di Bertinoro, ma molte regioni cominciano a proporre tali soluzioni nei propri documenti. Per quanto ci riguarda faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per fare in modo che il progetto si realizzi presto” conclude Bigiotti.

 


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19 novembre, 2014

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