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Sutri - Tagliaboschi a giudizio per stalking sull'ex compagna e la figlia - Lui si difende in aula: "Mai detto certe cose"

“Ti taglio le gambe con la motosega”

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Sutri

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Sutri – Una vicenda intricata al punto da non capire neppure i legami di sangue.

A giudizio per stalking finisce un tagliaboschi sessantenne di Sutri, accusato di perseguitare l’ex compagna e la figlia. Quest’ultima racconta minacce da brivido al giudice Silvia Mattei. “Io sono invalida. Mi diceva che mi avrebbe rincorsa, raggiunta e tagliato le gambe con la motosega”. Una persecuzione fatta di telefonate, squilli di clacson a ripetizione e, soprattutto, appostamenti fuori dalla porta di casa, sempre con la motosega, con cui minacciava di spaccare la porta. Finché la 27enne non scappa via dalla finestra e va in caserma a denunciarlo. 

“Ho paura anche della reazione che avrà quando uscirò da qui”, ha spiegato la giovane donne in aula. La denuncia è del 2009, ma secondo la 27enne, lo stalking nei confronti di lei e sua madre non sarebbe mai finito. Lui nega tutto, aggiungendo pezzi di storia che la 27enne non ha raccontato.

“E’ mia figlia, anche se non vuole dirlo – ha dichiarato il tagliaboschi, prendendo la parola subito dopo -. Con sua madre ci siamo conosciuti trent’anni fa. Una relazione durata tanto tempo, tra tira e molla. Io non ho perseguitato nessuno: volevo solo le chiavi della casa che avevo affittato a nome mio per viverci con loro, ma loro volevano cacciarmi”.

Secondo l’imputato, dopo avergli fatto pagare tutte le spese di casa, madre e figlia avrebbero voluto buttarlo fuori per convivere nell’appartamento insieme al fidanzato della 27enne. Quando lo hanno fermato, dopo la denuncia della 27enne, gli hanno trovato in macchina la motosega. “I carabinieri sapevano che ce l’avevo: faccio il tagliaboschi! Tutto il resto sono solo falsità”.

E se per la 27enne la persecuzione era dovuta alla gelosia nei confronti della madre, per lui è il contrario. “E’ la mia ex che era gelosa di me. Nel 2008 l’ho denunciata per avermi rigato la macchina. Non le andava bene che stavo con un’altra”.

A luglio la sentenza.


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29 novembre, 2014

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