--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bilanci 2014 - Sindacati - Carlo d'Ubaldo, segretario della Cgil, ripercorre il 2014 e individua le priorità per il nuovo anno

“La battaglia sul lavoro passa per la Trasversale”

di Paola Pierdomenico

Carlo D'Ubaldo

Carlo D’Ubaldo 

Viterbo – “La battaglia sul lavoro passa per la Trasversale”.

Carlo D’Ubaldo non ha dubbi. La crisi economica è forte con la disoccupazione a livelli altissimi, le aziende che chiudono ogni giorno e le scarse risorse a disposizione. Forse non si è nemmeno toccato il fondo, ma per uscirne il modo c’è. Si chiama Trasversale.

Segretario della Cgil da poco più di due mesi, giudica il collegamento, e le infrastrutture in generale, la vera svolta per la Tuscia. Un ragionamento che deve essere portato avanti in un’ottica comune tra tutti gli attori coinvolti. Senza unità di intenti, per d’Ubaldo, si resterà fermi al palo.

Un bilancio dell’anno appena trascorso?
“Negativo – dice D’Ubaldo – , nel senso che la crisi e le criticità sono all’ordine del giorno. C’è poco da  aggiungere. Protestano i lavoratori della Provincia, quelli della Talete e manifestano i dipendenti del distretto ceramico. Mi auguro di uscire presto dallo sprofondo in cui ci troviamo”.

Il quadro quindi è nero…
“A Viterbo, tra il 2013 e il 2014, quasi 12mila persone hanno perso il posto di lavoro. Un dato che la dice lunga sulla drammaticità della crisi nella nostra provincia”.

Come è stata affrontata finora?
“Ognuno ha avuto la sua visione di parte. Sarebbe il caso che, invece di fare comunicati stampa soggettivi, si ragionasse insieme su come superare questo momento. Mi sto battendo per la realizzazione della Trasverale su cui finora abbiamo avuto solo annunci sui fondi e sui tempi di realizzazione. Rendendiamola da ora la nostra battaglia principale. Il collegamento infrastrutturale rappresenta un elemento di sviluppo. Mettiamo la parola fine a questo progetto”.

Nella Tuscia, come vanno le cose?
“La crisi è da indagare perché, accanto ai dati devastanti sulla disoccupazione, le aziende che chiudono e il disagio sociale che ne consegue, noto che, in realtà, la situazione è contrastante, nel senso che, o per incoscienza o perché non si è toccato davvero il fondo, ma ancora non si ha piena contezza di ciò che sta succedendo. Il nostro territorio ha una tradizione contadina che ha garantito, in questo periodo di difficoltà, un sostegno. Una sorta di welfare sociale, che ci ha dato respiro, ma che, ora, si sta esaurendo. E’ il momento di prendere delle decisioni insieme, in particolare sulle infrastrutture, senza le quali un territorio muore e non può accogliere persone, merci e non può investire”.

Quali sono i settori più in crisi?
“Quello della ceramica, che continua il suo lento declino, ma anche l’agricoltura, il metalmeccanico per non parlare poi dell’edilizia. E’ un calo generalizzato di domanda e di lavoro che colpisce, indifferentemente, tutti”.

Il distretto ceramico, dunque, è in forte crisi.
“Le aziende devono ragionare in un’ottica comune. Bisogna superare questo gap, perché, al di là di qualche eccellenza, le imprese sono per lo più piccole e quindi con poche possibilità di avere fondi per investire e per l’innovazione tecnologica. Anche il costo elevato dell’energia rischia di mandarle in default”.

Come se ne uscirà?
“Creando una rete di imprese e sfruttando i collegamenti, in particolare quello diretto sul porto che si affaccia sul Mediterraneo e sui tanti mercati internazionali, per una migliore circolazione dei prodotti. Non dobbiamo piangerci addosso e noi, come sindacato, troveremo nuovi strumenti di rappresentanza, intervenendo sulla contrattazione, per salvare le aziende e far sì che il lavoro torni nella provincia di Viterbo”.

Le istituzioni come stanno agendo?
“Le amministrazioni locali vivono di riflesso questa crisi tremenda. Il taglio delle risorse per la legge di stabilità, di certo, non le aiuta. Per un lungo periodo, però, si è perso un valore che, nei momenti di crisi, una comunità deve necessariamente esprimere, e cioè quello della solidarietà per affrontare insieme i problemi anche se non ti toccano direttamente. Un ragionamento che vale anche per le amministrazioni. Solo con una rete solidale, si possono sfruttare le potenzialità che abbiamo a disposizione, a partire dalla cultura fino alle produzioni agricole. Recuperiamo ciò che è stato perso in questi anni”.

Per la Cgil, quali sono le priorità.
“Nel 2014, con la riforma Fornero e il decreto Poletti, mobilità e cassa integrazione in deroga non ci saranno più. La situazione degli ammortizzatori sociali sarà drammatica. E’ per questo che vogliamo aprire un confronto con ogni amministrazione locale per trovare, attraverso un sistema di contrattazione, piccoli incentivi e sostegni per aiutare le persone disagiate. Sono convinto che la battaglia sul lavoro passi per la Trasversale, e la porterò avanti, a costo di andare sul posto con pala e piccone per farla diventare vera”.

Cosa vede per il futuro?
“Ambiente, agricoltura, archeologia, ricerca e innovazione universitaria, rappresentano le risorse su cui puntare per crescere. Non deve mai mancare la solidarietà e una diversa idea di società. Per me, si tratta di una sfida nuova, visto che sono segretario da poco più di due mesi. Spero di dare il mio contributo per rinnovare il modello sindacale, rendendolo più attento ai bisogni della gente e per dare più spazio ai settori non ancora rappresentati, sia del mercato del lavoro che della società. Non è facile – conclude D’Ubaldo -, continueremo a lavorare per stare più in mezzo alla gente e per offrire servizi di qualità e un livello di rappresentanza adeguato”.

Paola Pierdomenico

31 dicembre, 2014

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564