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Economia - Carlo D'Ubaldo (Cgil) spiega le ragioni della giornata di sciopero generale nazionale

D’Ubaldo (Cgil): “Legge di stabilità, il lavoro torni al centro”

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Carlo D'Ubaldo

Carlo D’Ubaldo 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Corruzione, clientelismo, evasione, mafia, deficit pubblico. Queste sono materie in cui stiamo primeggiando. Sono materie nelle quali “il nuovo che avanza” non è secondo a nessuno.

Ci hanno raccontato che in un mondo globale che andava avanti, il nostro paese non poteva rimanere indietro. La legge del mercato e la grande finanza doveva essere il nostro lume che ci avrebbe guidato verso orizzonti lontani. Ci hanno spiegato che la politica e la cultura della partecipazione dovevano trasformarsi e adeguarsi ai nuovi modelli culturali fatti più per il consumismo che non per il confronto delle idee e se proprio si dovevano coinvolgere i cittadini questo andava fatto esclusivamente quando vi erano le tornate elettorali perché allora l’elettore diventava importante.

Poi ci hanno detto che il mondo del lavoro era, rispetto a questo scenario, inadeguato e vecchio ed infine hanno detto che il sindacato e la legittima rappresentanza che esprimeva era “conservatore” e che non sapeva leggere ed interpretare le trasformazioni.

Abbiamo sempre valutato, e non solo noi, che queste idee fossero di centrodestra ed ora abbiamo dovuto accettare l’idea che, ormai orfani di una sinistra parlamentare, questo fosse diventato patrimonio di un governo tecnico con una forte maggioranza del Pd, partito che fondava le sue radici nel centrosinistra.

Ora se dovessimo valutare il “nuovo che è avanzato” non possiamo che esprimere grande schifo e amarezza. Schifo per quei parlamentari, politici corrotti e collusi con la mafia, che non essendo stati più scelti con il voto dai cittadini si sono sentiti in dovere di fare i propri comodi ed interessi.

Amarezza perché vediamo l’ottusità di un premier che non valutando attentamente la situazione reale del paese lo sta spingendo, non solo lui beninteso, nel baratro. Senza scrupoli e senza capacità di autocritica insiste pervicacemente a non voler considerare le ragioni dell’altra “metà del cielo” che ormai lui non rappresenta più, preoccupato solo di raccogliere consensi e sostegno, anche economico, da finanzieri, imprenditori e vip.

Le politiche economiche e quelle sul lavoro hanno peggiorato le condizioni di vita di milioni di persone, indebolito i nostri sistemi di protezione sociale e ridotto le tutele per chi è più colpito dalla crisi.

Per questo la Cgil con la Uil ha promosso una giornata di sciopero generale nazionale, per chiedere a governo e parlamento di cambiare in meglio la legge sul lavoro e la legge di stabilità rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e la creazione di nuova e buona occupazione. Noi crediamo nella partecipazione e nella democrazia, ed è per questo che ci aspettiamo anche una grande partecipazione.

Carlo D’Ubaldo
Segretario generale Cgil Viterbo


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9 dicembre, 2014

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