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Economia - L'intervento del presidente di Confartigianato Stefano Signori

“Europa, serve intervento qualitativo della politica”

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Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come recentemente sottolineato, l’azione sociale della nostra associazione tiene nel giusto conto le modalità su cui si sta costruendo l’Europa mediante forme di competizione e deregolamentazione di fatto.

Detto ciò è imperativo rafforzare i sistemi produttivi del nostro Paese che rischiano di essere penalizzati sia per la complessità normativa e burocratica, che per gli standard dei prodotti.

Riguardo al ruolo dell’Europa, dunque, la proposta di Confartigianato ritiene che il cambiamento in atto non possa autogestirsi e che solo un intervento qualitativo della politica può evidenziare gli aspetti virtuosi del cambiamento.

Non possiamo accettare le due culture che si stanno confrontando in Europa: la cultura procedurale e l’approccio radicale. La scelta di avere un’Unione che va per procedure, favorisce un’Unione delle burocrazie e un’Europa delle burocrazie – per quanto queste ultime abbiano la loro importanza – rischierebbe di andare avanti per processi: gestire i processi non rende capaci queste burocrazie di gestire il cambiamento che si fonda sulla discontinuità.

L’esperienza all’interno di un’associazione di categoria, ha insegnato che ogni fatto “nuovo” mette in crisi la burocrazia, ponendo a rischio l’efficacia dell’iniziativa precedentemente programmata. L’impostazione basata su una cultura procedurale, quindi, incontrerà serie difficoltà a gestire il futuro dell’Europa.

L’altro approccio, quello radicale, del cambiare tutto, paradossalmente, viene portato avanti da due culture completamente diverse tra loro che però convergono sui risultati finali: la cultura dell’integralismo di matrice religiosa e non e la cultura laica dell’indifferenza e dell’uso strumentale della realtà.

Purtroppo nessuna delle due può dare risposte sociali in linea con i problemi che si incontrano. Si rende necessario un terzo approccio: quello storico, cioè il mutamento nella fase storica assunto come prospettiva e obiettivo.

Stare nella storia significa soprattutto due cose: accettazione del percorso storico, con impegno massimo nei meccanismi che gli sono propri; fermezza dell’integrità culturale nella testimonianza della propria cultura, nella diffusione delle proprie idee e nel doveroso dialogo con ogni realtà altra.

Come associazione crediamo che questa sarà la cultura che selezionerà la nuova classe dirigente dell’Europa fatta di persone formate nel senso della storia e delle sue implicazioni.

Come associazione siamo tenuti ad avanzare delle proposte politiche che permettano al sistema Italia di competere ad armi pari con gli altri Paesi dell’Unione e per questo occorre evidenziare gli aspetti che ostacolano tale processo.

Il presidente di Confartigianato
Stefano Signori


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12 dicembre, 2014

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