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Processo Red Zoll - Evasione fiscale - Respinta la richiesta di revoca degli arresti avanzata dai legali alla prima udienza del processo

I Marchetti ancora ai domiciliari

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Elio Marchetti

Elio Marchetti

Catia Marchetti

Catia Marchetti

Viterbo – (s.m.) – Fratelli Marchetti ancora ai domiciliari.

L’ennesima istanza della difesa dei due imprenditori è caduta nel vuoto. Il tribunale di Viterbo ha respinto la richiesta di revocare la misura cautelare ancora pendente ormai da mesi.

Elio e Catia Marchetti sono agli arresti dai primi di luglio, indagati nell’inchiesta “Red Zoll” della procura di Viterbo. Un’indagine portata avanti dalla polstrada e iniziata nel 2013. Già arrivata a processo, perché gli inquirenti hanno spinto l’acceleratore del rito immediato, saltando l’udienza preliminare.

Il pm Fabrizio Tucci li accusa di aver importato auto dalla Germania per la loro concessionaria abbattendo il carico di Iva e realizzando un’evasione di imposta pari a 4,5 milioni di euro. Tale è la somma individuata dal tribunale del Riesame, cui i difensori si erano appellati, impugnando il sequestro per equivalente dei beni. Somma ridotta, rispetto all’importo tracciato dagli inquirenti, che parlavano di 6 milioni di Iva evasa.

Fosse stato per la procura, il processo a quest’ora sarebbe davanti al tribunale di Viterbo in composizione collegiale, come tutti i processi per reati gravi. Perché ai Marchetti e ai loro commercialisti di fiducia il magistrato avrebbe voluto contestare anche l’ipotesi di associazione a delinquere, bocciata però dal Riesame. Con le sole accuse di evasione fiscale e reati tributari rimaste in piedi, il processo è finito davanti al tribunale monocratico, insieme ai processi più leggeri, come quelli per il piccolo spaccio di droga o l’omesso versamento dei contributi Inps.

E allora, si chiedono gli stessi difensori per primi, che ci fanno Elio e Catia Marchetti ai domiciliari dopo quasi cinque mesi?

All’ultima udienza, quando i legali avanzarono la richiesta, il pm parlò di “cambio di casacca societaria solo di facciata”. Motivo che, forse, ha fatto propendere lo stesso tribunale del Riesame per il mantenimento dei domiciliari, dato che l’istanza del 10 novembre scorso era stata rigettata per pericolo di inquinamento delle prove e reiterazione del reato.

Oppure c’è dell’altro? E’ possibile che gli inquirenti non abbiano completamente abbandonato l’idea dell’associazione a delinquere e ci stiano lavorando? Difficile, senza intercettazioni a sorreggere l’impianto accusatorio.

Ma sicuramente sul giro di auto che, dall’estero, arrivavano nella concessionaria dei fratelli Marchetti c’è almeno un filone d’inchiesta ancora aperto: quello che riguarda gli altri otto indagati di “Red Zoll”, per i quali la procura ha voluto procedere senza fretta e coi normali ritmi processuali.

Al momento, dalla vicenda, si sarebbero chiamati fuori solo i due commercialisti romani padre e figlio, Bruno e Luca Giordani. Per loro c’è già pronta una richiesta di patteggiamento con udienza fissata a febbraio.

La prossima, per i fratelli Marchetti sarà, invece, mercoledì. Il giudice Eugenio Turco affiderà l’incarico per la superperizia contabile che dovrà accertare l’importo esatto della presunta evasione fiscale. Saranno ascoltati i primi testimoni dell’accusa, probabilmente investigatori e impiegati dell’Agenzia delle entrate.


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1 dicembre, 2014

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