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Viterbo - Processo Cev - L'ingegnere Ciucciarelli, imputato per concussione, si difende

“Nessuna cena con i politici di An”

L'ingegnere Claudio Ciucciarelli

L’ingegnere Claudio Ciucciarelli

L'imprenditore Claudio Londero

L’imprenditore Claudio Londero

Viterbo – “Nessuna cena con i politici di An”.

Claudio Ciucciarelli nega di aver trascinato l’imprenditore Claudio Londero a tavola con esponenti di partito. Qualunque partito.

L’imprenditore di Capranica e l’ingegnere viterbese sono l’uno contro l’altro al processo Cev. Il primo è parte civile. Il secondo, imputato per concussione e turbativa d’asta, con l’accusa di aver preteso da Londero 32mila euro, duemila dei quali ‘servivano per mandare in vacanza i politici’, secondo quanto detto da Ciucciarelli a Londero. Frase che fece scalpore agli albori dell’inchiesta. Ma di politica si è parlato poco e niente all’udienza di ieri.

L’ingegnere ha risposto punto su punto alle stoccate lanciategli la Londero alle vecchie udienze, soffermandosi in particolare sui rapporti con l’imprenditore di Capranica.

Londero diceva di essere stato costretto a fare lavori per Ciucciarelli a totale remissione, con perdite di 20mila euro al mese per la sua azienda. Gli avvocati dell’ingegnere hanno snocciolato in aula un lungo elenco di altri lavori, svolti da Ciucciarelli per conto di Londero, tra progetti, consulenze e molto altro. Tutti lavori gratuiti o ricompensati con poche centinaia di euro, quando valevano molto di più. Come a dire che tra i due c’era un rapporto di amicizia che implicava cortesie reciproche e nessuna costrizione. Elemento irrinunciabile per l’accusa di concussione.

Tutto il resto di quanto detto da Londero davanti ai giudici, per Ciucciarelli, non è vero. Non è vero che imponeva a Londero materiali specifici, sul cantiere della piscina. Né che Londero gli fece lavori gratis nell’ufficio.

La ‘querelle’ tra i due è appena un tassello della vicenda Cev. Il processo verte sui servizi del comune affidati alla società partecipata Centro energia Viterbo e subappaltati a un consorzio di imprenditori, socio del Cev.

Abuso d’ufficio. Fatture per operazioni inesistenti. E, per 17 imputati su 26, anche l’associazione a delinquere per aver messo in piedi un presunto sistema in cui, ai vantaggi economici per le imprese, corrispondeva il ‘ritorno politico’ per gli amministratori. E’ questo l’impianto accusatorio ipotizzato dai pm Paola Conti e Franco Pacifici, che di quel presunto ‘sistema’, chiamano a rispondere gli imprenditori, i vertici del Cev e buona parte dell’amministrazione Gabbianelli, compreso l’ex sindaco di Viterbo.

Per l’udienza di ieri era previsto anche l’ascolto dei primi testimoni della difesa. Ma Ciucciarelli non ha ancora finito di parlare. Tornerà in aula di nuovo a gennaio, per continuare a rispondere alle domande dei suoi avvocati. 

17 dicembre, 2014

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