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Viterbo - Interviene il presidente di Confartigianato Stefano Signori

“La politica combatta l’incertezza strutturale”

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Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Stefano Signori, presidente di Confartigianato

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La fase storica che stiamo vivendo, così come quella appena passata, si connota per i cambiamenti epocali: ogni cambiamento genera incertezza nei cittadini, il nostro ruolo e la nostra azione sociale deve infondere sicurezza prospettando vie concrete da percorrere.

Come Confartigianato dobbiamo lanciare un messaggio chiaro che sottolinei come l’incertezza in cui viviamo non sia da addebitare alle migrazioni, all’aggressività economica dei nuovi soggetti emergenti, al fondamentalismo islamico.

In quanto realtà associativa dobbiamo arginare le proposte che tendono a sottolineare gli elementi di differenza, di incompatibilità, con le culture con cui ci confrontiamo, dobbiamo evidenziare quello che unisce, quello che è trasversale, quello che abbiamo in comune con chi incontriamo, non fermandoci a sottolineare quanto siamo noi a dare agli altri, alle culture confinanti o più lontane. Dobbiamo essere profeti nell’individuare cosa possiamo prendere e condividere.

La nostra proposta sociale deve camminare di pari passo con l’incertezza in cui viviamo, un’incertezza che non è di tipo congiunturale in quanto non più limitata ad alcune aree, oppure nel tempo, o soltanto ad alcuni soggetti. Pur non costituendo, l’incertezza strutturale, parte del nostro bagaglio culturale e di esperienza, occorre prendere atto che le certezze del sistema precedente, almeno per adesso, sono un bel ricordo.

Nelle periferie delle città sono presenti due tipologie di poveri, gli italiani e gli extracomunitari. Tra gli italiani sta prendendo piede la mentalità che le politiche sociali portate avanti dalle istituzioni statali e dalla Chiesa siano indirizzate prevalentemente verso i cittadini stranieri. Questo aspetto sta facendo crescere un astio tra poveri che potrebbe essere sfruttato politicamente da qualche forza che vuole emergere.

Ulteriore problema delle periferie è la mancanza di sicurezza. Tale fenomeno genera sfiducia nelle istituzioni che appaiono non in grado di difendere il comune cittadino che cerca di vivere quotidianamente tra mille difficoltà. Né contribuisce a tranquillizzare il cittadino-vittima la mancanza di una reale certezza della pena che comporta l’ulteriore conseguenza di scoraggiare il soggetto che subisce un abuso a rivolgersi alle autorità competenti. L’azione portata avanti da Confartigianato ha come referente sul territorio, oltre ai cittadini, il sistema della “Rappresentanza Collettiva”.

Anche quest’ultima risente dell’incertezza, con azioni e proposte “ondivaghe” cercano di interpretare il cambiamento in atto e il loro ruolo nel nuovo scenario, il risultato spesso è quello di una gestione conservativa arroccata a difendere la posizione. Come Confartigianato dobbiamo “dare voce” ai cittadini nei confronti di un potere centrale sempre più distante che rischia di vanificare la costruzione di una Europa dei popoli a favore di quella dei governi.

L’azione sociale della nostra associazione tiene nel giusto conto le modalità su cui si sta costruendo l’Europa: forme di competizione e deregolamentazione di fatto. La proposta di Confartigianato deve cercare di rafforzare i sistemi produttivi del nostro Paese che rischiano di essere penalizzati sia per la complessità normativa e burocratica, che per gli standard dei prodotti.

Riguardo al ruolo dell’Europa la proposta sociale dell’Associazione ritiene che il cambiamento in atto non possa autogestirsi e che solo un intervento qualitativo della politica può evidenziare gli aspetti virtuosi del cambiamento.

Stefano Signori
Presidente di Confartigianato


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10 dicembre, 2014

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