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Economia - Lo dichiara il presidente Francesco Liberati

La Bcc Roma vuole investire nella Tuscia

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto

Viterbo – “Siamo a disposizione dei cittadini viterbesi e abbiamo un patrimonio consistente che vogliamo investire nella Tuscia per aiutare questi territori a chiara vocazione agricola a uscire dalla crisi. Abbiamo infine programmato a breve, ad Ischia di Castro, anche un convegno sul sostegno all’agricoltura”.

A dichiararlo è il presidente della Banca di Credito Cooperativo (Bcc) di Roma, Francesco Liberati, intervistato da Rita Salimbeni ai microfoni di Radiocoop76, la web radio di Confcooperative Viterbo.

Liberati ha poi raccontato come l’istituto, nato nel 1954 nella borgata romana Finocchio su iniziativa di 33 operatori del mondo artigiano e imprenditoriale che volevano riscattarsi dall’usura, sia diventato oggi un punto di riferimento per i cittadini e le istituzioni della capitale, contribuendo negli anni alla sua crescita e al recupero delle periferie.

“Siamo partiti da un retrobottega alla periferia romana – spiega il presidente della Bcc di Roma – mentre oggi, se ad ogni casa o punto verde qualità realizzato con il nostro aiuto, apponessimo la doppia ‘C’ del credito cooperativo, potremmo tappezzare l’intera Roma sud del nostro marchio”.

“Lo stesso modello – prosegue la presidente di Confcooperative Viterbo, Bruna Rossetti – vuole essere riproposto nella Tuscia, dove il presidente ha confermato non solo la collaborazione con diversi comuni dell’alto viterbese, come Tarquinia, Monteromano, Montalto e Ischia di Castro, ma soprattutto la chiara e decisa volontà di investire una buona fetta del patrimonio della banca”.

“Non ultima – sottolinea invece Liberati – l’acquisizione della Banca della Tuscia, a cui è stata assicurata continuità anche per ciò che riguarda tutto il personale. In queste zone non siamo solo operatori bancari, ma anche operatori sociali. Non a caso abbiamo costituito due comitati, di cui uno proprio a Viterbo, che servono a distribuire i contributi per tutti quegli aspetti socio-culturali che meritano attenzione”.


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23 gennaio, 2015

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