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Bilanci 2014 - Economia - Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative, traccia un resoconto che definisce ricco di emozioni e non solo di problemi

“La crisi ci ha cambiato, ma non ci ha tolto il fiato”

di Francesca Buzzi
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Bruna Rossetti

Bruna Rossetti

Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative Viterbo

Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative Viterbo 

Viterbo – “La crisi ci ha cambiato, ma non ci ha tolto il fiato”.

E’ bilancio attraversato da una ventata di ottimismo quello tracciato da Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative Viterbo. Un 2014 ancora fortemente condizionato dalla crisi economica, ma che ha lasciato spazio anche a più di una soddisfazione e a qualche risultato inaspettato.

“In un momento così critico per il mondo dell’economia – spiega Bruna Rossetti – lo strumento della cooperazione si dimostra essere una carta vincente. Questo non vuol dire che le cooperative non sentono la crisi. I fallimenti ci sono, è inutile nascondersi dietro a un dito. Però nel corso del 2014 ho visto anche tante nuove cooperative nascere dal nulla e spesso si trattava o di persone che avevano perso il lavoro magari da dipendenti, oppure di giovani che si affacciavano appena sul sistema dell’occupazione”.

E a chi si è lanciato in una nuova esperienza Confcooperative Viterbo non fa mancare il suo appoggio.

“Loro mettono la voglia di fare e le idee – racconta Bruna Rossetti – noi offriamo tutto il sostegno pratico necessario: dalla stesura dell’atto costitutivo all’assistenza contabile, dalla consulenza legale al servizio di Caaf e patronato. E’ una sorta di pacchetto completo che, in più, ha il valore aggiunto di farci sentire tutti una grande famiglia”.

Il sistema della cooperazione a Viterbo sembra attecchire con ottimi risultati.

“E’ una struttura che regge – continua la presidente di Confcooperative – ed è reale. Certo parliamo soprattutto di microimprese, ma molto importanti nei vari settori di appartenenza. E ciò che ci rende più fieri è che sono tutte cooperative sane, lontane da infiltrazioni pericolose e gestite nella più totale trasparenza e legalità. Non nego che nel tempo ci è capitato di avere il sentore che alcune situazioni fossero poco chiare, ma ci siamo mossi subito e senza indugini epurandole immediatamente”.

Fare i conti con la crisi non è facile, ma Confcooperative ha cercato di gestire la pesante congiuntura economica, facendone in qualche modo tesoro.

“Mi rende molto orgogliosa affermare con serenità che siamo in controtendenza – prosegue Bruna Rossetti -. Perché è vero che soffriamo, ma siamo anche cresciuti e questo lascia sempre ben sperare. La crisi ci cambia, ma non ci toglie il fiato. Se c’è l’impegno ci sono anche i frutti e posso dire che questo 2014 alla Confcooperative ha portato tanti problemi, ma anche tanti eventi e tante emozioni”.

Il settore più colpito è sempre i solito: l’edilizia.

“Il comparto edile è bloccato – sottolinea Bruna Rossetti – eppure alcune cooperative sono riuscite ad avere qualche piccolo risultato positivo. Una delle nostre fortune è il sostegno, molto prezioso, delle banche di credito cooperativo. Piccole, ma grandi realtà che conoscono bene il territorio e sanno dove e come intervenire per aiutare chi prova a investire”.

In agricoltura, poi, i risultati sembrano ancora più rosei.

“Mi viene in mente un’impresa di ragazzi che è nata proprio quest’anno – ricorda la presidente di Confcooperative -. All’inizio sembrava solo uno scherzo, un’idea buttata lì per caso da un giovane sulla trentina con la passione per le macchine agricole. Dopo pochi mesi è nata una cooperativa solida che, senza contare su Psr o prestiti a fondo perduto, si è costituita da sé, con pochi risparmi e tanta voglia di farsi da fare”.

Ma qualcosa, per dare la spinta necessaria a uscire dalla crisi, manca ancora.

“Da parte delle istituzioni servirebbe più attenzione ai territori – conclude -. Solo se si trova il modo di far ripartire le piccole realtà locali il mercato tornerà a girare per il verso giusto. E la Tuscia, nello specifico, deve capire che il suo tesoro più grande è il patrimonio storico-culturale e paesaggistico. Il turismo può e deve dare lavoro ai giovani, la politica deve capirlo e deve smetterla di restare ingessata alle poltrone”.

Francesca Buzzi


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2 gennaio, 2015

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