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Viterbo - Sentenza d'appello - Condannato l'ingegnere scagionato in primo grado - Nel cedimento del solaio morì un meccanico 23enne

Crollo Bmw, due assolti

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Viterbo – Riforma totale della sentenza di primo grado.

Cambia tutto, dopo il processo d’appello per il crollo alla Bmw di Viterbo.

La sentenza della Corte d’appello di Roma è arrivata ieri.

Assolti Eraldo Di Giacomoantonio e Simonetta Vespignani, rispettivamente amministratori della subappaltatrice Pavistamp e dell’Euroedilizia. In primo grado avevano preso tre anni lui e tre anni e otto mesi lei.

Per l’ingegnere Giuseppe La Grutta il passaggio è stato inverso: dall’assoluzione iniziale – l’unica in primo grado – si è visto comminare una condanna a due anni, con la condizionale. Il pm Franco Pacifici aveva impugnato la sua assoluzione in appello e il procuratore generale, in requisitoria, aveva chiesto la condanna anche per l’ingegnere.

Pena ridotta a due anni per il titolare della Bmw Fabio Lonardo (invece dei tre anni della prima sentenza viterbese), l’altro titolare della Euroedilizia Luigi Vespignani, gli architetti Paolo Taurchini e Giovanni Cardarelli (tutti e tre condannati a tre anni e otto mesi in primo grado). Sconto dovuto anche al fatto che il reato di lesioni colpose è prescritto, contrariamente alle restanti accuse di crollo e omicidio colposo.

Una tragedia che Viterbo ricorda ancora nitidamente, a dispetto degli anni: il 23 aprile 2004 il solaio della Bmw, sulla Cassia Nord, cedette, travolgendo l’officina sottostante. Sotto quelle macerie moriva Fabrizio Feuli, meccanico 23enne, e restavano feriti due meccanici e tre operai.

I familiari della vittima e dei feriti, costituiti parte civile, sono stati risarciti dalle compagnie assicurative, dopo una lunga trattativa.

Ora, novanta giorni per le motivazioni della sentenza. Poi, forse, la Cassazione.

 


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29 gennaio, 2015

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