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Spettacolo - Appuntamento per sabato 31 gennaio gennaio alle 21,15

“Memoria è vita” in scena all’Ecomuseo di Sipicciano

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Il palazzo Baronale di Sipicciano

Il palazzo Baronale di Sipicciano

Sipicciano – Sabato 31 gennaio gennaio alle 21,15, presso l’Ecomuseo di Sipicciano/Graffignano, sito in Piazza Umberto I, Il Teatro Null, Officina culturale della Regione Lazio I porti della Teverina, in collaborazione con la Pro Loco di Sipicciano, a 70 anni da Auschwitz, presenta lo spettacolo “Memoria è vita”.

Uno spettacolo fatto di narrazione, poesia, storie toccanti e storie divertenti. Un’immersione nella lingua, nella musica e nella cultura Yiddish, in quell’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno per raccontare la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque.

Una miscellanea di cliché su nasi lunghi e avidità che alterna brani musicali a storielle. Abbate sceglie la leggerezza delle battute più sottili in contrasto con i racconti dei lager e dei soprusi, lasciando spazio anche alla musica.

Un puzzle Yiddish coinvolgente, colorato, al quale partecipano tutti i personaggi-tipo: ebrei polacchi, americani, russi e tedeschi, commercianti, sarti, analisti e rabbini, tornando così sui passi di “quel popolo eletto” cacciato e sparso per il globo, ma unito dalla propria mastodontica cultura. 

Al centro di una scena nuda, lo spettacolo inizia, senza troppi preamboli, con un sorriso. Un sorriso antico ed esperto, di chi fin dall’alba dei tempi ha dovuto sfruttare l’ironia per far fronte alle proprie disgrazie e ha saputo riciclare aneddoti e storielle per forgiare una sagace oratoria in risposta al razzismo e alle calunnie.

Lo spettacolo avverte anche che la lotta contro il fascismo, il razzismo e le ideologie, che sono state alla base delle deportazioni e dell’olocausto, purtroppo non sono state ancora sradicate del tutto in Italia e nel mondo, ed è come se dicesse: fate attenzione, non abbassate la guardia.

Discriminazione razziale, fanatismo politico e religioso, violenza e arbitrio, guerra, fame, sottosviluppo, sfruttamenti e malattie, mietono ancora vittime in tutto il mondo. Ricordare, dunque, per capire i pericoli e riconoscere le ingiustizie, per combatterle insieme, in un grande movimento che unisca tutti gli uomini in un vincolo di solidarietà verso mete di pace, di uguaglianza, di libertà e di giustizia.

Partecipano allo spettacolo, oltre a Gianni Abbate, anche gli allievi del laboratorio teatrale di Sipicciano e per la musica Klezmer dal vivo il maestro Marco Taschini e il maestro Fabio Barili.


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26 gennaio, 2015

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