Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

TW-cliccami-560x60-due-colori

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Lettere - Viterbo - Maria Mallimaci racconta la sua odissea: in mancanza del parere del dottore, che alla Asl ancora non è stato nominato, non sa dove portare la donna che è in gravi condizioni

“Senza ok del medico, mia suocera non può andare in casa di cura”

L'ospedale di Belcolle

L’ospedale di Belcolle 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Cari amici della redazione e lettori, voglio condividere con voi ciò che mi sta capitando. Nel mese di ottobre scorso, mia suocera è caduta battendo la testa e riportando un ematoma subdurale.

Passata una settimana, da Belcolle, l’hanno trasferita a Villa Immacolata. Da qui, dopo una decina di giorni, avendo avuto un peggioramento, di nuovo all’ospedale viterbese, dove è stato deciso un intervento per rimuovere il sangue che si era depositato. Dopo un’altra settimana, di nuovo alla casa di cura.

Adesso, è prossima alla dimissioni ma le sue condizioni, ahimé, non sono buone anzi… oserei dire pessime (sondino esogastrico, catetere, pannolone, parte destra del corpo persa come pure la parola, cioè è diventata muta).

Oltre al dispiacere di vedere una persona ridotta così, c’è lo sberleffo delle istituzioni in quanto, una volta dimessa, non si sa dove portarla. Mi spiego meglio. Abbiamo (io e mio marito) avviato la pratica per una Rsa, aiutati nella compilazione del modulo, da una signora gentilissima della cittadella della salute che ci aveva avvertito della mancanza del medico per la valutazione, ma che sarebbe stato nominato ai primi di gennaio.

Siamo a più della metà del mese e questo medico ancora non c’è. Interpellate alcune case di cura, mi sono sentita rispondere che i posti ci sono, ma, mancando questa persona (cioè il medico) si accettano pazienti solamente a pagamento. La mia domanda: oltre a stringere la cinghia per la cosiddetta crisi, per pagare le tasse (che a quanto pare non finiscono mai vedi Imu su terreni agricoli) dobbiamo stringerla anche per assistere chi ne ha diritto istituzionalmente?

Maria Mallimaci

18 gennaio, 2015

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564