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Viterbo - Neonata morta a Belcolle - Nessuna responsabilità penale dei medici, per i consulenti dell'accusa - Fascicolo verso la chiusura

Bimba muore a Belcolle, chiesta l’archiviazione

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Belcolle

Belcolle

Viterbo – (s.m.) – Chiesta l’archiviazione sul caso della piccola Aurora Corigliano.

La neonata era sopravvissuta solo tre giorni, tra l’ospedale Belcolle e il Policlinico Gemelli di Roma. Nata a il 23 dicembre 2013, si era spenta la sera di Santo Stefano.

Per quella morte, nessun responsabile, almeno sul piano penale. Il pm Massimiliano Siddi ha chiesto l’archiviazione sulla scorta della consulenza medico-legale della dottoressa Maria Rosaria Aromatario, che eseguì l’autopsia sul corpicino di Aurora.

La dottoressa dell’Università La Sapienza escluse qualsiasi responsabilità medica a carico dell’équipe che assistette in sala parto la giovanissima mamma. Alle stesse conclusioni è approdato il ginecologo Giancarlo Di Rienzo, intervenuto in seconda battuta per un’integrazione alla consulenza medico-legale.

Risultato: nessuna condotta non professionale e nessun errore evidente da parte delle due ostetriche e dei quattro medici indagati per omicidio colposo. Ma neppure malformazioni congenite o patologie gravi che facessero presagire una fine tragica per la piccola. 

La denuncia degli avvocati dei genitori, Stefano e Floriana Clementi, mise in moto le indagini.

Per Nunzia Rito e Gianluca Corigliano, calabresi di 26 e 27 anni, residenti a Soriano nel Cimino, Aurora era la prima figlia. E’ il padre ad accorgersi che il cuore della bambina batte sempre più piano. La piccola nasce con l’aiuto di una ventosa, ma non piange. Ai genitori angosciati che chiedono spiegazioni, i medici non sanno che dire.

Fanno di tutto per salvare Aurora. Rianimazione. Iniezioni di adrenalina. Trasferimento in terapia intensiva. Il suo cuore torna a battere regolarmente e si riaccende la speranza, ma la bambina è ancora in pericolo perché non respira da sola. La notte della vigilia di Natale viene tentato un trasferimento d’urgenza al Gemelli: Aurora non supera le 72 ore successive. Muore il 26 dicembre 2013. 

In due anni, sono almeno quattro i fascicoli aperti in procura per neonati morti in ospedale, tra Viterbo e Tarquinia. Dopo Aurora, Edoardo. Prima, Viola e Claudia. Solo Viola è nata e morta dopo alcune ore all’ospedale di Tarquinia. Claudia è vissuta poco più di due settimane, tra Belcolle e il Bambin Gesù di Roma, in cui era stata portata per tentare un – inutile – salvataggio. Per Edoardo neppure questo si potrà fare: il suo cuore si ferma tra un monitoraggio e l’altro. E’ l’ultimo dei bambini mai nati a Viterbo, sul cui decesso si continua a indagare, mentre per Claudia e Viola, tra Viterbo e Civitavecchia, sono finiti a giudizio quattro ginecologi e due ostetriche. Solo quella di Aurora, al momento, è una morte senza una colpa e senza un perché. 


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8 febbraio, 2015

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