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Viterbo - Carabiniere arrestato - Cuneo davanti al gip

Domani l’interrogatorio dell’ex capitano di Tuscania

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Il capitano Cuneo

L’ex capitano di Tuscania, Massimo Cuneo

La guardia di finanza

La guardia di finanza

Viterbo – Il capitano Cuneo davanti al gip.

E’ fissato per domani l’interrogatorio dell’ex comandante dei carabinieri di Tuscania Massimo Cuneo.

L’ufficiale dell’Arma è agli arresti domiciliari dall’11 febbraio. Peculato e rivelazione di segreti d’ufficio le ipotesi di reato formulate dalla procura, nella persona del pm Paola Conti.

L’ex comandante, da sette mesi in servizio al ministero delle Politiche agricole, sarà ascoltato dal giudice per le indagini preliminari Franca Marinelli. Interrogatorio blindatissimo, così come la strategia difensiva: quello che farà il carabiniere, al momento, è top-secret. Se chiarirà la sua posizione o si avvarrà della facoltà di non rispondere, non è dato sapere, almeno per ora. Molto dipende da quanto l’ufficiale abbia saputo finora dell’indagine che lo riguarda. Difficilmente un indagato risponde a scatola chiusa alle domande senza prima aver consultato gli atti.

A Cuneo si contesta la “soffiata” su una denuncia al non ancora sindaco Fabio Bartolacci: 20mila euro d’oro ricettato a Tuscania dalla moglie di uno dei candidati della sua lista, Sabatino Tuccini. Anche Tuccini, Bartolacci e l’assessore Franco Ciccioli sono finiti nel registro degli indagati per rivelazione di segreto d’ufficio, in qualità di destinatari dei presunti segreti rivelati.

Ma l’episodio che più interessa agli inquirenti è quello, più recente, che vede Cuneo in servizio al ministero delle Politiche agricole, dov’è arrivato a luglio dell’anno scorso. A dicembre, i controlli in un caseificio di Canino sulle mozzarelle di bufala risultano ottimi. Ma risulterebbe anche, da intercettazioni, che Cuneo abbia avvertito il proprietario dell’azienda, prima di far scattare la procedura di monitoraggio. E l’esito più che soddisfacente del controllo viene sbandierato su un quotidiano locale, pochi giorni prima di Natale.

L’accusa di peculato si riferirebbe, invece, a un uso non istituzionale dell’auto di servizio e a lavori riguardanti la realizzazione di alcune porte. 

“Favori”, quei segreti rivelati, che, almeno in teoria, dovevano essere contraccambiati. Ma un effettivo “scambio”, per ora, non sarebbe stato provato. Anche perché, in tal caso, l’ipotesi di reato sarebbe stata sicuramente più pesante.

Su delega della procura, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria hanno acquisito atti in comune nel weekend. Documenti risalenti a qualche anno fa, stilati dalla passata amministrazione comunale. Materiale “inedito”, che non riguarderebbe nessuna delle contestazioni attualmente conosciute.

Nel silenzio, si continua a indagare. 


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17 febbraio, 2015

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