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Bassano Romano - Condannati gli imprenditori presumibilmente favoriti nell'aggiudicazione delle quote

Farmacia comunale, rinviato a giudizio l’ex sindaco

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L'ex sindaco di Bassano Romano Luigi De Luca

L’ex sindaco di Bassano Romano Luigi De Luca

Bassano Romano

Bassano Romano

Bassano Romano – Affronterà il processo. L’ex sindaco di Bassano Romano Luigi De Luca è stato rinviato a giudizio stamattina.

La vicenda è quella della farmacia comunale di Bassano: corruzione e turbativa d’asta, secondo la procura di Viterbo, per presunti favoritismi nella cessione del 49 per cento delle quote della Farmabassano srl. Secondo l’ipotesi accusatoria, De Luca avrebbe agevolato Salvatore Bono, imprenditore siciliano, in cambio della promessa di assumere la figlia dello stesso sindaco.

Un fronte politicamente caldo, quello della farmacia di Bassano Romano. A segnalare le presunte irregolarità sulla gara fu l’opposizione, con una denuncia che, tra il 2010 e il 2011, mise in moto le indagini della magistratura. 

Sotto inchiesta finirono in cinque: De Luca, Bono, la moglie e il figlio, più un’altra imprenditrice socia di minoranza.

Alla scorsa udienza, Bono riepilogò per tre ore l’iter della gara: il prezzo del 49 per cento del capitale sociale della Farmabassano srl, inizialmente, si aggirava sui 300mila euro, aumentato a 690mila euro dopo un parere legale. L’imprenditore rinunciò quando si accorse che era più la spesa che l’impresa: ai 690mila euro andavano aggiunti almeno i costi dei medicinali e degli arredi. 

“La prima gara andò deserta – ha spiegato l’ex sindaco in udienza -. Quando si stava chiudendo tutto, ho detto al presidente della commissione di procedere a trattativa privata, perché la farmacia serviva al paese. Alla seconda gara ha partecipato solo Bono e ha vinto, ma intanto la farmacia privata aveva fatto ricorso al Tar”. La gara non è più stata fatta e la farmacia comunale è finita nel dimenticatoio. “Ci abbiamo solo rimesso”, spiega De Luca. Per lui e il suo avvocato Enrico Mezzetti, non solo non c’è stato nessun un danno per il comune. Tutt’altro: l’obiettivo era dare ossigeno alle casse dell’amministrazione con i 700mila euro di introiti della farmacia. “La bontà del progetto è testimoniata dal fatto che l’attuale amministrazione lo porterebbe avanti – afferma l’avvocato Mezzetti -. C’è ancora pendente un ricorso al Tar del 2009. Sei anni dopo non è stata ancora presa una decisione”. 

Per il gup, comunque, il processo si deve fare. Per questo ha rinviato a giudizio De Luca e l’imprenditrice, socia di minoranza.

I Bono hanno scelto di andare a giudizio con rito abbreviato: condanna a due anni per l’imprenditore e la moglie; un anno e mezzo al figlio con la condizionale.

Il comune di Bassano Romano, costituito parte civile, chiedeva un milione e 200mila euro. Il risarcimento, non quantificato, sarà stabilito in sede civile. 


Articoli: Turbativa d’asta e corruzione, l’imprenditore si difende – Cinque indagati per la farmacia comunale


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26 febbraio, 2015

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