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Fiorita al contrattacco: “Io vittima dei miei ex soci”

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Il dentista Gianfranco Fiorita [3]

Il dentista Gianfranco Fiorita 

Gianfranco Fiorita con l'avvocato Alabiso [4]

Gianfranco Fiorita con l’avvocato Alabiso 

L'avvocato Roberto Alabiso [5]

L’avvocato Roberto Alabiso 

Viterbo – Calunnia e falsa testimonianza.

Gianfranco Fiorita, il dentista viterbese accusato di appropriazione indebita per esser sparito nell’ottobre del 2010 lasciando  di punto in bianco pazienti ed ex soci, torna al contrattacco con una nuova denuncia proprio nei confronti dei suoi vecchi collaboratori ipotizzando proprio questi due reati: la calunnia e la falsa testimonianza.

Dal primo settembre 2014, quando dopo quattro anni di latitanza è finalmente rientrato a Viterbo, il professionista non ha più smesso di far parlare di sé. Prima si è fatto 58 giorni di carcere, poi dieci di domiciliari e, infine, è tornato completamente libero e pronto a difendersi. Attaccando.

Carte alla mano, insieme al suo legale Roberto Alabiso, ha letto tutti i verbali delle testimonianze ed ha concluso che qualcosa non gli torna. Alcune parti civili, secondo il dentista, non avrebbero detto il vero nel corso del processo a suo carico. Da qui la denuncia.

“Secondo noi – spiega l’avvocato Alabiso – ci sono gli estremi di una azione evidentemente illecita posta in essere con lo scopo di danneggiare non solo la figura professionale del medico, ma anche di approfittare della sua assenza per costruire un disegno poco chiaro e poco pulito. Insomma loro provano a dipingerlo come un “mostro”, ma in realtà fanno di lui una loro “vittima” tutt’altro che casuale. Direi addirittura designata”.

I presunti reati che sarebbero da contestare agli ex soci e ad altre persone ad essi collegate sono la calunnia e la falsa testimonianza. Reati pesanti, molto più gravi dell’appropriazione indebita di cui risponde Gianfranco Fiorita.

Ma questa è già la seconda denuncia che il dentista presenta da quando è in Italia. La prima era per appropriazione indebita aggravata, sempre nei confronti dei suoi ex collaboratori. Le carte sono già in mano al pm e alla guardia di finanza.

Insomma Fiorita ha sì intenzione di risarcire chi è rimasto con un pugno di mosche in seguito alla sua partenza improvvisa nel 2010, ma soltanto chi, a suo dire, ne ha davvero il diritto. Ovvero i pazienti che hanno dimostrato con chiarezza di aver pagato somme non dovute.

Ma c’è di più. Il professionista vuole vederci chiaro anche in merito alla costituzione di parte civile dell’ordine dei medici di Viterbo.

“Vorremmo – spiega l’avvocato Alabiso – che lo stesso danno d’immagine addebitato al mio cliente, venga contestato anche ai suoi colleghi che non sono esenti da responsabilità personali anche di rilevanza penale. Fiorita vuole rifarsi una vita, anche professionale, e l’ordine sarebbe il caso che intervenisse per individuare le reali responsabilità di tutte le persone coinvolte nella gestione della Dental Action snc, non solo le sue”.

All’udienza del 2 aprile, di fronte al giudice Eugenio Turco, Fiorita ha intenzione di parlare. E neanche poco.

“Usciranno fuori nomi anche di persone all’apparenza insospettabili – annuncia Alabiso – che finora si sono sempre celate sotto la maschera di persone offese”.


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