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Viterbo - Inaugurazione del corso a Palazzo Grandori sabato 21 marzo alle 11

Arriva il master per detective di archeologia

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Viterbo vista dalla rocca Albornoz - Piazza della Rocca

Viterbo vista dalla rocca Albornoz – Piazza della Rocca

Viterbo – Sempre più frequentemente in Italia e all’estero gli archeologi, gli storici dell’arte ed i professionisti dei beni culturali sono chiamati ad intervenire nelle attività di prevenzione, indagine e repressione dei crimini contro il patrimonio culturale e nei procedimenti giudiziari che nascono dai recuperi di reperti archeologici ed opere d’arte sul mercato clandestino internazionale.

Quello delle cosiddette “archeomafie”, dopo i traffici di droga e di armi, è il terzo più redditizio business del crimine organizzato mondiale, con un giro d’affari annuo stimato tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari.

L’Italia è tra i Paesi più colpiti, con mediamente tre reati al giorno ed una sottrazione di beni culturali per un valore stimato intorno ai 150 milioni di euro all’anno.

Sviluppare le competenze per operare in questo settore è l’obiettivo che si propone il master “Archeologia giudiziaria e crimini contro il patrimonio culturale”, organizzato dal centro per gli Studi criminologici, giuridici e sociologici in collaborazione con l’Osservatorio internazionale archeomafie, con il patrocinio della prefettura di Viterbo, del comune di Viterbo, della provincia di Viterbo e di Confcooperative Viterbo.

Il master, riservato ai laureati e ai professionisti del settore, vede una qualificata partecipazione di allievi che provengono da tutta Italia.

L’inaugurazione del master, che si terrà presso la sede del ‘Csc – Centro per gli studi criminologici’ a Palazzo Grandori a Viterbo sabato 21 marzo alle 11, vedrà protagonisti due archeologi in prima linea nel contrasto dei traffici illeciti e delle distruzioni del patrimonio culturale: Tsao Cevoli, direttore del master e presidente dell’Osservatorio internazionale archeomafie, che descriverà l’attuale scenario internazionale del mercato clandestino dell’arte, e Giancarlo Garna, protagonista di numerose missioni archeologiche in Siria e in Iraq, che offrirà la sua testimonianza diretta sulle distruzioni di beni archeologici in questo momento compiute dall’Isis.

In occasione dell’inaugurazione saranno proclamati i vincitori delle borse di studio offerte agli allievi del master.

Una borsa di studio è promossa in collaborazione con l’Associazione nazionale archeologi in memoria dell’archeologo italiano Fabio Maniscalco (1965-2008) protagonista di innumerevoli interventi per la salvaguardia dei beni culturali nelle aree di crisi e di guerra.

Nel 2007 fu candidato al Nobel per la Pace. È morto l’anno successivo per una rara forma di cancro causata dall’esposizione ai metalli pesanti e all’uranio impoverito ed è stato riconosciuto “vittima del dovere” dal Ministero della Difesa Italiano.

Un’altra borsa di studio è promossa in memoria dell’architetto italiano Enrico Guidoni (1939‐2007), professore ordinario di Storia dell’urbanistica all’Università di Roma “La Sapienza”, protagonista e innovatore nel campo dell’urbanistica e della conservazione del paesaggio e del patrimonio culturale, particolarmente attivo proprio nel territorio viterbese: a lui e ad Elisabetta De Minicis si deve, tra l’altro, la creazione del “Museo della città e del territorio”, che oggi fa parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università della Tuscia.


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18 marzo, 2015

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