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Viterbo - Per i giudici del Riesame non era un sequestro - L'istanza dell'ex direttore dell'Ater dichiarata inammissibile

Niente ricorso, ma il computer torna a Gigli

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Ugo Gigli

Ugo Gigli

Viterbo – Ugo Gigli non la spunta.

Il tribunale del Riesame ha dichiarato inammissibile il suo ricorso: il computer ‘attenzionato’ dalla finanza, all’ultimo sopralluogo all’Ater, infatti, non è stato tecnicamente sequestrato, ma soltanto acquisito. Il che ha reso il suo ricorso tecnicamente improponibile.

Il computer era stato portato via dalle fiamme gialle del Nucleo di polizia tributaria il 19 febbraio scorso, nell’ambito di un nuovo filone d’inchiesta aperto dalla procura viterbese. Abuso d’ufficio, peculato e falso, le ipotesi di reato attualmente contro ignoti. Ma ai finanzieri interessavano anche i computer dell’azienda, tra cui quello comprato da Gigli. Computer che è stato poi restituito ancor prima dell’udienza di ieri al Riesame, nonostante la decisione dei giudici di ‘bloccare’ il ricorso in partenza.

L’ex numero uno dell’Ater di Viterbo, sollevato dall’incarico a gennaio, non aveva chiesto di riaverlo indietro. Il ricorso al Riesame, presentato dai suoi avvocati Enrico Valentini e Pierfrancesco Bruno, era solo una mossa strumentale per consultare gli atti del procedimento. Ma non sarà possibile, non trattandosi di un sequestro vero e proprio. 

Gigli, intanto, resta impegnato su più fronti. Primo tra tutti, quello per poter tornare al suo posto di direttore generale dell’ente di via Garbini. Poi, il fascicolo nato dalle denunce dell’ex ingegnera dell’Ater Angela Birindelli e la parallela causa civile per il suo licenziamento. Uno stillicidio di procedimenti appena cominciati. Senza contare quelli ancora dormienti nei cassetti della procura: lo stesso Gigli si era mosso contro la Birindelli per la vicenda dei presunti incarichi da lei assunti senza autorizzazione dell’Ater. La procura dovrà decidere se procedere o archiviare. 


Ugo Gigli al Riesame per il computer


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4 marzo, 2015

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