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Politica - Viterbo - Alle Terme Salus l'incontro con il senatore Maurizio Gasparri - Si accende il dibattito quando si parla di Imu con una rappresentanza di agricoltori in cerca di garanzie

“Salvini non può fare il leader del centrodestra”

di Paola Pierdomenico

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

L'incontro di Forza Italia alle Terme salus

L’incontro di Forza Italia alle Terme salus

L'incontro di Forza Italia alle Terme salus - Andrea Ronchi

L’incontro di Forza Italia alle Terme salus – Andrea Ronchi

L'incontro di Forza Italia alle Terme salus

L’incontro di Forza Italia alle Terme salus 

L'incontro di Forza Italia alle Terme salus

L’incontro di Forza Italia alle Terme salus

Andrea Ronchi

Andrea Ronchi

Adriano Palozzi

Adriano Palozzi

Francesco Aracri

Francesco Aracri

Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – “Salvini non è in grado di fare il leader del centrodesta” (galleryslide).

Maurizio Gasparri attacca il segretario della Lega Nord. Dal palco dell’incontro “Per l’alternativa ricominciamo dagli italiani”, il senatore parla del futuro di Forza Italia e del centrodestra e della necessità di ricostruire una coalizione unita che converga su un leader. Un capo che non somiglia nemmeno un po’ a Matteo Salvini. Gasparri parla di una figura rassicurante, un “federatore” come è stato Silvio Berlusconi e non di qualcuno “con l’orecchino che strilla le cose”.

Forza Italia a Viterbo serra le fila e chiama a raccolta gli iscritti. Dei vecchi tempi, c’è solo l’inno del partito in sottofondo. Le sale piene sono un ricordo. Un frattura col basso che il partito prova a rucucire, ripartendo dal territorio e affrontando i temi caldi della politica. Insieme ai cittadini.

“Bisogna lavorare per ricreare una coalizione di centrodestra sul modello del Pdl – ha detto il senatore Gasparri -. Dobbiamo riacquistare la credibilità persa col patto del Nazareno. Noi volevamo solo portare a termine le riforme utili al paese, come la riduzione dei parlamentari e la modernizzazione del processo legislativo, e così abbiamo cercato un compromesso per evitare di rimanere bloccati con la politica del dispetto. Il patto, che è anche servito a riportare sulla scena politica Berlusconi, è saltato nel momento in cui Renzi ha deciso di non condividere la scelta per il Quirinale. Questa intesa, però, ci ha penalizzato perché nel nostro intento serviva solo a riscrivere la costituzione, mentre la maggior parte della gente ha pensato che fosse un accordo generalizzato. Siamo invece distanti dal governo. Renzi, infatti, tassa il risparmio e colpisce i deboli con la pressione fiscale arrivata al 43%, lo strozzinaggio del Tfr e l’Imu agricola. Lo stato abusa di chi ha bisogno per incassare di più”.

Sulla leadership del centrodestra, Gasparri ha le idee chiare. “Rispetto Salvini e anche con la Lega ho sempre avuto buoni rapporti. Salvini però non è in grado di essere il leader del centrodestra, perché, per esserlo, serve una figura rassicurante e unificante. Come Berlusconi che è stato un “federatore”  in grado di riunire, senza alimentare fazioni o nuovi partiti che poi, specie quelli più piccoli, diventano di pretesto e di ricatto. Trovare un leader, potrebbe richiedere un processo lungo e la sinistra, con Veltroni e Bersani, ce lo dimostra. Loro, che non sono degli sprovveduti, non ce l’hanno fatta. Abbiamo dovuto attendere Renzi. Anche per noi emergerà un nuovo leader, ma non sarà certo uno con l’orecchino che si mette a urlare le cose. La soluzione sta nella convergenza intorno a una figura forte. Vediamo sul campo, con il consenso della gente, cosa ne cosa nascerà. Non accontentiamoci di aver vinto una tappa, ma pretendiamo tutto il giro. Ripartiamo dal territorio occupandoci delle ingiustizie e dei problemi di tutti i giorni”.

A scaldare il dibattito ci ha pensato l’Imu agricola su cui è intervenuto il senatore Francesco Aracri. “Siamo in un’Italia un po’ strana, in cui uno dei settori che prova ad andare avanti, viene colpito, complicando la vita alle persone”.

Della stessa linea Luigi Ambrosini, in rappresentanza degli agricoltori. “E’ una mostruosità giuridica e fiscale – ha sostenuto -. Il governo ha imposto questa tassa, che è una patrimoniale mascherata, perché non sa più dove prendere i soldi. È un momento tristissimo per l’agricoltura. Noi annaspiamo e continuano ad arrivarci addosso delle mazzate. Questa creatura di Verdini – ha detto riferedosi alla tassa – non ci permette di andare avanti perché non abbiamo i soldi per investire sul mercato estero e sulle nuove tecnologie. L’agricoltura ha già pagato, con il gasolio e presto pagheremo il taglio della Pac. Non possiamo favorire le multinazionali che vogliono farci lavorare da affittuari nei terreni che ci appartengono. Questa malsana politica sta distruggendo il patrimonio degli italiani. Renzi prenda questi soldi dai veri sprechi del paese”.

Non sono mancati spunti dal “Comitato No all’Imu agricola” che era presente in sala con uno striscione. “Vogliamo delle rassicurazione da Forza Italia che, in passato, ci ha difeso. Oggi, però, abbiamo dei dubbi che possa continuare a farlo. Tra quindici giorni si rivoterà – ha detto un agricoltore – e spero stavolta sarete uniti e presenti”. Affermazioni che hanno fatto saltare dalla sedia Gasparri. “Il problema è alla Camera in cui il divario tra centrodestra e centrosinistra è molto ampio e questo per colpa dello 0,3 per cento che non ha votato per noi, premiando gli altri. Vada a votare la prossima volta – si è rivolto Gasparri all’agricoltore – invece di restare a casa, così riusciremo a essere incisivi”.

Sul futuro del centrodestra ha parlato, invece, Andrea Ronchi. “Siamo passati dai 15 milioni di elettori del 2008 ai sette dell’ultima votazione. Non siamo più attrattivi verso chi ci aveva dato fiducia perché la proposta politica non funziona. Non possiamo stupirci se Salvini ha preso una Lega morta ed è arrivato a questo punto. Eravamo un’alternativa alla sinistra e siamo arrivati allo scellerato patto del Nazzareno. Abbiamo fatto credere che Renzi fosse l’erede di Berlusconi, io, però, non voglio morire renziano. Il premier è un guascone simpatico, ma non si governa con la battuta e le bugie. Il centrodestra ha abbandonato gli ideali alla base del partit o e Renzi gioca a porta vuota perché il centrodestra non si sta ponendo il problema si come andarsi a riprendere gli elettori persi. E’ ora di combattere le battaglie che hanno costituito la nostra identità. Riprendiamo credibilità e lottiamo sui temi che sono propri della nostra identità e che Salvini ci sta scippando. Rifacciamo un sistema che parli agli incazzato agli esodati alle famiglie. Riappropriamoci del nostro orgoglio di essere occidentali, cristiani e italiani per riavvicinarci all’elettorato”.

Il consigliere regionale Palozzi ha descritto, infine, l’atmosfera politica che si respira in Regione. “C’è una situazione surreale mascherata da un presidente, Zingaretti, che è ottimo nella comunicazione ma di fatto poco concreto. L’amministrazione è immobile, e in due anni, non è partita un’opera pubblica. Non c’è stata nemmeno l’ombra di leggi che possano lasciare un ricordo”. Lo stesso per il governo. “Se Renzi si permette di fare tutto ciò, è perché il centrosinistra, da Monti a Letta, lo hanno sostenuto. Dobbiamo ricostruire l’alternativa per governare, perché il premier è e resta comunista e vede la casa o le proprietà come una cosa da ricchi che va tassata. Non godiamo di buona salute, ma non dobbiamo creare le condizioni per permettergli di vincere a prescindere. Quando vedo Salvini, poi, prego per la salute di Berlusconi. Rimettiamo le preferenze lasciamo agire chi ha il consenso perché non si può più essere rappresentati da chi non rappresenta nemmeno sé stesso. Mettiamo all’angolo il centrosinistra con contenuti e uomini per evitare al governo di amministrare nel modo becero con cui sta facendo. Servono punti di riferimento credibili che non partono di certo dal tv ma dal territorio”.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, Giulio Marini, Claudio Ubertini, Enrico Maria Contardo, Antonella Sberna, Fabio Bartolacci e Leandro Peroni con altroi sindaci e amministratori della Tuscia.

Paolo Manganiello ha aperto l’incontro leggendo la poesia “Se” di Kipling. Ha moderato l’incontro il giornalista di Libero Enrcio Paoli.

Paola Pierdomenico

6 marzo, 2015

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