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“Il candidato è Mazzola e lo voteranno…”

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Leonardo Michelini [3]

Leonardo Michelini 

Elezioni provinciali - Presentazione lista civica per Mazzola [4]

Elezioni provinciali – Presentazione lista civica per Mazzola 

Viterbo – (g.f.) – “Il candidato presidente è Mauro Mazzola, una delegazione della lista lo incontrerà, com’è giusto che sia”. Parola del sindaco Michelini.

Nel Partito democratico si guarda con sospetto alla lista moderata, con esponenti anche di centrodestra, che potrebbero optare per il più “vicino” Bartolacci.

Ma il sindaco Leonardo Michelini, che la lista l’ha presentata, smorza i toni: “Non c’è un candidato di disturbo – osserva Michelini – c’è Mauro Mazzola.

Ovviamente l’elezione del presidente è cosa slegata da quello dei consiglieri, si andrà a un confronto e non ho dubbi che l’intesa si troverà.

Già ieri mattina c’è stato un veloce confronto con Mazzola che è persona pratica e di buonsenso. Io non ho dubbi sull’intesa, ma gli accordi vanno costruiti. Quindi lo voteranno”.

Tutti per Mazzola? “Sono state fatte riunioni, la candidatura sostenibile è la sua. E’ un matrimonio e si fa con le intenzioni di entrambe, ma io non vedo ostacoli e non ho motivo di dubitare.

E’ come per le elezioni comunali, c’è un candidato e su quello si costruisce l’alleanza”.

Com’è nata l’idea di “Moderati e riformisti – cambia la Tuscia”?

“Abbiamo rimesso insieme le esperienze civiche in diversi comuni, ci sono sindaci, vice sindaci, persone impegnate nelle amministrazioni non schierate con Pd o altri partiti.

Favoriamo l’aggregazione.

Questa penso che sia una risorsa pure per il Pd.

L’obiettivo è affrontare un percorso comune con il candidato Mazzola. Faremo il punto, ci saranno incontri”.

Però qualche mal di pancia nel Pd c’è.

“Non capisco. La società è variegata, credo che interloquire con espressioni civiche sia una ricchezza pure per il Partito democratico. Altrimenti dovrei dire che a Viterbo c’è poco renzismo rispetto al resto del Paese.

Va riconosciuto un elettorato riformista e moderato interessato al cambiamento, ma che magari non si riconosce nel Pd, ma che ruota nel centrosinistra”.

Anche l’avere coinvolto i sindaci, ha un significato per il futuro della provincia: “Alcune deleghe come la cultura passano alle amministrazioni comunali.

Ognuno andrà per contro proprio oppure possiamo costruire un luogo d’incontro, discutere d’eventi, progetti culturali e turistici?

La provincia può avere questo ruolo. Per raggiungere obiettivi comuni e non solo del singolo ente”.


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