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Agricoltura - Allarme xylella degli ulivi - Interviene il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

“Dobbiamo puntare sulla prevenzione e le buone pratiche”

di Elisa Cappelli
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Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Un insetto che porta la Xylella sulle piante

Un insetto che porta la Xylella sulle piante

Un oliveto

Un oliveto

Viterbo – Non ci sono casi eclatanti di Xylella nel Viterbese ma l’allame è alto.

Il presidente di Coldiretti, Mauro Pacifici, interviene sull’emergenza che il batterio ha causato per gli ulivi della Puglia e che ha portato la Francia a fermare le importazioni.

Ma rispetto alla Francia, la Tuscia è molto vicina alla Puglia. Quindi come fare per evitare il contagio e tutelare territori come Canino o Vetralla? Il primo passo è la prevenzione.

“Siamo noi stessi agricoltori  – spiega il presidente di Coldiretti, Mauro Pacifici – che cerchiamo di tutelarci a vicenda. Soprattutto quando vengono a fare lavori per conto di terzi cerchiamo di far disinfettare gli strumenti per non far trasmettere il batterio. Poi un discorso particolare è da fare per l’importazione. C’è da fare attenzione agli spostamenti delle piantine, per quanto riguarda i nuovi impianti. Altri paesi si sono tutelati, come la Francia che sta chiudendo tutte le importazioni che possono essere vettore per la trasmissione del batterio“.

Noi  – prosegue Pacifici – abbiamo acceso un faro e un allarme su questo problema perché si sta perdendo un patrimonio ultra centenario. Con questa problematica si sta intaccando un settore che già l’anno scorso con la mosca olearia ha avuto un grosso problema di produzione. Quindi se andiamo a mettere il problema sopra il problema diventa una situazione seria da tenere sotto controllo e da valutare”.

Oltre alla mosca olearia il territorio della Tuscia è stato colpito anche dal maltempo delle scorse settimane e dalle fortissime raffiche di vento che hanno letteralmente sradicato le piante.

La Xylella andrebbe a peggiorare ulteriormente la situazione, ma per il momento sembra non ci siano casi eclatanti.

“Da noi  – prosegue Pacifici – non si è acceso quell’allarme rosso che è scattato in Puglia. Abbiamo fatto diversi consigli in Coldiretti e fino a questo momento nessuno dei nostri ha esposto, specialmente nella zona di Canino e Vetralla, casi eclatanti o di situazioni di vero problema. Ma questo non deve esimerci dal fatto che dobbiamo stare allerta. In ogni caso è talmente alta e tale che che ci permette, tra virgolette, di stare un po’ tranquilli grazie alle operazioni di prevenzione che consigliamo e che facciamo. In questo modo evitiamo di dover combattere la Xylella.

Perché  – sottolinea – per combatterla il modo più efficiente è quello delle potature invadenti, come abbiamo visto anche in alcuni servizi televisivi. E sappiamo bene che la natura, poi, per ristabilire ciò che ha creato impiega centinaia di anni”.

Coldiretti comunque non si ferma e cerca di spingere sul fronte della ricerca. Perché, visto l’intensificarsi delle colture e dei cambiamenti climatici, ci si trova spesso di fronte a situazioni che in altri anni non si erano affrontate.

“Stiamo cercando di collaborare anche con l’Università della Tuscia – spiega Pacifici – per cercare di trovare degli studi che possano essere validi per combattere determinate situazioni. Per quanto riguarda il settore olivicolo ha svolto sempre un lavoro eccellente e ha sempre dimostrato di essere molto preparata. Ha sempre affrontato le emergenze in maniera celere e professionale. Da questo punto di vista qua a Viterbo siamo abbastanza fortunati”.

Ma un’altra raccomandazione importante ci tiene a farla Coldiretti. Ed è quella delle buone pratiche agricole, del ritorno ai metodi di una volta, tagliare spesso l’erba per eliminare le larve.

“Bisogna operare come un tempo – conclude Pacifici -. Con l’aumento dei diserbanti l’erba non viene più tagliata, la si lascia essiccare, appassire e deteriorare. Bisogna, invece, estirpare le erbacce, anche nei terreni incolti che sono a forte rischio di nidificazione dell’insetto vettore”.

Elisa Cappelli 


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21 aprile, 2015

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