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Viterbo - Elezioni provinciali - Al battesimo della sua candidatura con il presidente della regione Zingaretti, Mauro Mazzola arringa i suoi

“Dobbiamo arrivare al 70 per cento”

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Mauro Mazzola

Mauro Mazzola

Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti

Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti

Alessandro Mazzoli e Mauro Mazzola

Alessandro Mazzoli e Mauro Mazzola

Enrico Panunzi e Alessandra Troncarelli

Enrico Panunzi e Alessandra Troncarelli

Pd - Elezioni provinciali - La presentazione di Mazzola

Pd – Elezioni provinciali – La presentazione di Mazzola

Luciano Cimarello e Mauro Mazzola

Luciano Cimarello e Mauro Mazzola

Enrico Panunzi e Riccardo Valentini

Enrico Panunzi e Riccardo Valentini

Mauro Mazzola e Nicola Zingaretti

Mauro Mazzola e Nicola Zingaretti

Viterbo – (g.f.) – La vittoria è a portata di mano, ma Mauro Mazzola vuole vincere bene.

Al battesimo della sua candidatura, alle Terme dei Papi, con il presidente della regione Nicola Zingaretti, c’è lo stato maggiore del Pd insieme a molti amministratori, a cominciare dal sindaco Michelini.

Il candidato del centrosinistra alla presidenza della provincia suona la carica ai suoi. Partendo dai sindaci che vede in prima fila. Gran parte sono nella lista Pd.

“Vi vedo mosci in volto – esordisce Mazzola – così i voti non si prendono. Ci dicono che abbiamo vinto. Ma non è così.

Dobbiamo prendere il maggior numero di consiglieri possibile. Il nostro è un grande progetto, abbiamo spaccato la destra e sono orgoglioso che la mia candidatura sia passata all’unanimità.

Ma la vittoria non è scontata, anche perché noi non dobbiamo vincere, ma vincere bene.

Non col 51 per cento, ma con il 70 per cento”.

A chi gli fa presente come candidarsi sia un po’ da incosciente, manda a dire: “E’ una scommessa. Per chi fa politica, vedere una provincia ridotta così, è un obbligo impegnarsi”.

E farlo sul serio: “Non voglio gente che scalda le poltrone. C’impegneremo intanto sulla sicurezza, per le strade e a scuola, il lavoro con i precari e l’acqua pubblica. Quindi il resto, ma su questi temi noi andremo avanti insieme”.

Ce n’è pure per il suo avversario, Fabio Bartolacci del centrodestra. “Non è credibile – rivela Mazzola – se quattro mesi fa organizzava una cena con altri amministratori per dire che ero io il solo candidato.

Ci sono andato, siamo stati insieme, sono stato bene. Poi ha cambiato idea.

Si è dimesso da consigliere provinciale, ha detto, per dedicarsi a tempo pieno al suo comune e poi si è candidato.

Poi dicono a me che sono vecchio. Ma io gli posso fare una flebo, così magari arriva qualche idea pure a loro”.

Si era preparato qualche appunto, ma va a braccio e invita i suoi a incontrare i colleghi che il 3 maggio dovranno votare.

“Non sono normali elezioni, andiamo a parlare non con la gente, ma con amministratori che magari ne sanno più di noi. Sanno pure cosa fare, ma io li voglio incontrare lo stesso, per chiedere loro cosa succede nel loro territorio e così devono fare tutti i candidati”.

Nicola Zingaretti ripercorre i suoi due anni in regione, le difficoltà e gli obiettivi raggiunti.

Entrando saluta il sindaco Michelini: “Viterbo non è la sola candidata a città italiana della cultura, ce ne sono altre nel Lazio”. Glielo fa notare. Evidentemente qualcuno si deve essere lamentato per l’appoggio al capoluogo della Tuscia concesso dalla regione. Per gli altri, alla prossima.

Mentre sulle elezioni provinciali: “Se facciamo vincere chi è portatore di cattiva politica, si stacca da un processo di crescita che abbiamo intrapreso.

Le province, come nuovi enti non sappiamo come funzioneranno. Farà la differenza se dentro ci sarà una determinata cultura di governo.

Qui c’è un candidato che ha la forza e lo ha dimostrato, per le giuste rivendicazioni del territorio.

Quando deve urlare anche contro Zingaretti o contro il partito lo fa, non guarda in faccia nessuno.

Per il segretario Pd Andrea Egidi, la nuova amministrazione deve fare da collante per il territorio, andando oltre le poche deleghe che andrà a gestire.

E fare meglio di chi c’è ora. Egidi sostiene che non sarà un grosso problema.

“Piero Camilli non più tardi di alcuni giorni fa ha sentenziato che quella uscente è stata la peggior amministrazione provinciale.

Il presidente Meroi, se ci fosse un premio quale scaricatore di responsabilità, lui lo vincerebbe. Lo sanno bene in regione i consiglieri e lo stesso Zingaretti.

Non ha mai smesso di rendere inutile la sua funzione di presidente.

Il nostro compito sarà quello di ricollocare la Tuscia al proprio posto, quello che le compete”.

Al tavolo con il candidato presidente Mazzola e il presidente Zingaretti, i consiglieri regionali Panunzi e Valentini col deputato Mazzola.

17 aprile, 2015

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